Sinistra italiana: ecco i fanghi del petrolio in Basilicata. Serve una commissione d’inchiesta

Sinistra Italiana presenta in conferenza stampa alla Camera i prelievi effettuati al pozzo di Costa Molina 2, il pozzo di reiniezione dell’Eni posto sotto sequestro dalla magistratura lo scorso 31 marzo 2016. Nei barattoli, mostrati alla stampa (in foto) un liquame grigio-nero.
«E’ quello che risulta dall’attività di reiniezione nel pozzo di Costa Molina 2, attività di reiniezione che avrebbe dovuto svolgersi in condizione di sicurezza mentre la quantità di metalli pesanti contenuti dimostra il contrario», spiega il deputato di Sinistra Italiana Antonio Placido in conferenza stampa.

«Chiediamo insistentemente al governo e al parlamento di sostenere la richiesta di commissione di inchiesta sul petrolio e in particolare sull’attività che si è svolta e si sta svolgendo in Basilicata», spiega il deputato Filiberto Zaratti.  «Stamattina – prosegue il deputato segretario della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti – nel corso di un’audizione un funzionario del Noe ha dichiarato che l’Eni ha risparmiato decine di migliaia di euro per aver scelto lo smaltimento illecito dei fanghi». 



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Nicola Fratoianni sottolinea che «il petrolio in questi anni in Basilicata non ha portato ricchezza. Sono cresciute invece la disoccupazione, sono cresciute le malattie, quelle brutte, che non se ne vanno senza lasciare il segno. Con il referendum di domenica si può finalmente voltare pagina»