Referendum, i risultati: sì al 86% ma non c’è quorum: affluenza al 32. Fratoianni a Renzi: la sua è stata una scelta comoda

Quorum mancato per il referendum. Secondo il dati del ministero dell’Interno relativi a 9.372 seggi elettorali su 9.377 in Italia e all’estero, la percentuale dei votanti è stata pari al 31,18% degli aventi diritto, quindi largamente al di sotto della soglia del 50% più uno necessaria per la validita’ della consultazione popolare abrogativa.
La regione con più bassa affluenza alle urne e’ stata il Trentino Alto Adige con il 25,19%, mentre il maggior numero di votanti è stato registrato in Basilicata con il 50,16%. Bassa partecipazione anche in Puglia, la regione guidata dal presidente Emiliano capofila della contestazione alle scelte del governo, dove la partecipazione si è fermata al 41,65%. Lo scrutinio accademico dei voti espressi segnala il sì al referendum all’85,85% e il no al 14,15%.
«Matteo Renzi non perde l’occasione di rilanciare la sua propaganda sul Paese. Ci ripete la storiella dei lavoratori che avrebbero perso il posto da domani se avesse vinto il si. Ripete la favola dell’impegno per le energie rinnovabili in un paese in cui gli incentivi per le fonti fossili restano ben più alti di quelli per le rinnovabili. Il tutto condito dall’ipocrita scena della scelta dolorosa sul non voto. La verità è che la sua è stata una scelta comoda, dettata dalla volontà di insistere su un modello di sviluppo senza futuro». Lo afferma Nicola Fratoianni dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana.
«Del resto – prosegue l’esponente della sinistra – è lo stesso Presidente del Consiglio che di fronte alla crescente disaffezione al voto degli italiani alza le spalle. La verità è che a Renzi va bene una democrazia dimezzata, nella quale la partecipazione sia un fattore marginale.
Ma non si illuda – conclude Fratoianni – perchè 15 milioni di persone sono tante e ad ottobre lui non potrà nascondersi dietro l’astensionismo. Vedremo se diranno “ciaone” anche in quella occasione».