3000 morti in mare nel 2015… e l’Europa discute tra migrante economico o forzato

Mentre il governo italiano sta pensando di bombardare l’Iraq per compiacere qualche alleato straniero, nel Mediterraneo si continua a morire. Secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni da domenica sono quasi 100 i profughi morti al largo delle coste libiche. Morti nel silenzio più assoluto sia del nostro Paese che dell’Europa. Una situazione inaccettabile.

Sono ormai circa 3000 i morti in mare solo nel 2015, e Frontex ha dimostrato la sua inefficacia nel salvare vite umane. E l’Europa che fa: discute della distinzione tra migrante forzato e economico, una follia. Per impedire altre morti nel Mediterraneo è necessario che l’Ue metta in campo un piano di azione che preveda il diritto di asilo europeo ma, soprattutto, la creazione di corridoi umanitari sicuri, sia via terra che via mare, per permettere a chi scappa da guerra, fame e povertà un approdo sicuro. Solo così L’Europa sarà all’altezza dei suoi valori e si potranno salvare migliaia di vite umane. 
Nicola Fratoianni