Quattro proposte di Legge per uscire dal medioevo



Il deserto economico, sociale e territoriale di cui parla l’ultimo rapporto Svimez è la diretta conseguenza di 16 anni di estrazioni petrolifere. Occorre uscire dalla impostazione neocoloniale che ha caratterizzato, fin qui, la vicenda energetica lucana, provando ad uscire da una ambiguità e ponendo la questione della incompatibilità tra tutela ambientale ed estrazioni petrolifere. A maggior ragione all’indomani della importante elezione di Matera a Capitale della Cultura Europea 2019.

Continuiamo a ritenere di fondamentale importanza che la Regione impugni dinanzi alla Corte Costituzionale lo Sbloccaitalia.
Siamo convinti che l'attuale condizione lucana sia la diretta conseguenza di 16 anni di estrazioni petrolifere e di saccheggio del territorio. In questi anni abbiamo registrato un "rimpallo" di responsabilità e competenze tra Governo Nazionale e Regione. Balletto che continua su Sbloccaitalia e riforma del Titolo V. La vicenda energetica è questione democratica fondamentale. Espropriare il territorio della capacità decisionale è come luogo del conflitto e della dialettica democratica è il disegno perseguito da Renzi e dissimulato dai gruppi dirigenti regionali.

Pertanto presentiamo 4 proposte di legge regionali di iniziativa popolare così articolate:


  • la prima prevede, utilizzando la potestà legislativa in materia sanitaria, di introdurre dei limiti alle emissioni in coerenza con le indicazioni e gli studi di Oms e Iarc. L'introduzione del piano di campionamento continuo e della VDS (Valutazione del danno sanitario) che presuppone la VIS (valutazione dell'impatto sanitario) sono strumenti che possono giungere fino alla sospensione delle attività in caso di superamento di tali limiti che minano la salute delle persone;
  • la seconda presuppone il riappropriarsi da parte della Regione della funzione e di un ruolo al di là e oltre il disegno perseguito con SbloccaItalia e riforma del Tito V, introducendo dei limiti e dei vicoli legislativi che presuppongono la tutela e la valorizzazione delle peculiarità del territorio ai fini della concessione dell'Itesa allo Stato. Vincoli che valorizzano le zone Sic, Zps e il Piano paesistico che la Regione si dota;
  • la terza proposta introduce con caratteri di sistematicità e organicità un registro tumori regionale è un registro tumori infantile, in grado di fornire dati certi, elaborati scientificamente, su tutto il territorio aderendo all'Airtum e ai relativi protocolli e metodologie;
  • la quarta proposta introduce il reddito minimo garantito quale reddito di cittadinanza che svincoli gli inoccupati e i disoccupati dal vincolo di riconoscenza e dal ricatto clientelare. Una proposta che prevede una sperimentazione nell'immediato di tale misura per la platea degli ammortizzati in deroga e Copes.
Quattro proposte di legge per uscire dal medioevo che, lungi dal rappresentare un fine, si trasformino in uno degli strumenti attraverso cui, le lucane e i lucani si ri-approprino di un potere di scelta scippato dal nuovo corso renziano e del suo rappresentante al governo della Basilicata. Uno strumento per rimettere in piedi una partecipazione popolare che sente sempre più distante da se e dai suoi problemi quotidiani l’intera classe politica lucana (come dimostra il sempre crescente astensionismo che registriamo nelle diverse tornate elettorali).
Uno strumento di lotta e di discussione, volto a condurre la battaglia contro la neocolonizzazione di questa regione partendo dal merito delle questioni poste.

Emanuele DE NICOLA (Segretario Regionale Fiom/Cgil Basilicata)
Antonio CALIFANO e Chiara PRASCINA (Coordinamento Regionale Lista TSIPRAS)
Maria MURANTE (Coordinatrice Regionale SeL Basilicata)
Nicola SAPONARA (Segretario Provinciale Prc Matera)
Paolo FANTI (Flc/Cgil Università di Basilicata)
Giovanni BAROZZINO (Senatore SeL)
Eligio IANNUZZIELLO (Coordinatore Provinciale SeL Matera)
Gianbattista MELE (Laboratorio per Viggiano)
Ferdinando LAGHI (Medico - Forum Stefano Gioia)
Marica DI PIERRI (Giornalista - Associazione “A Sud”)
Pietro DOMMARCO (Giornalista AltraEconomia)
Giuseppe CHIEPPA (Rivista Valori)