Sorpresa, un miliardo di euro destinati al Ponte sullo Stretto

I primi segnali erano arrivati nei mesi scorsi. Sia il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, quanto il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Maurizio Lupi, avevano aperto una porticina al Ponte sullo Stretto, dichiarandosi disponibili a riaprire la partita chiusa dal governo Monti. È già perché nonostante la decisione di bloccare i lavori, resta sempre aperta la questione delle salate multe che dovranno essere pagate al contraente, il Consorzio Eurolink.
E allora piuttosto che pagare a vuoto, il ministro Lupi prova a ridiscutere il tutto e fa inserire nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza un finanziamento da 1 miliardo 287 milioni 324mila euro a favore della società Stretto di Messina, che si credeva morta e sepolta. La notizia è fornita dal quotidiano “La Repubblica”, ma a fare la clamorosa scoperta è stato il nostro gruppo parlamentare.
Speriamo che quello che abbiamo scoperto nelle tabelle di aggiornamento del Programma infrastrutture strategiche sia solo un grossolano errore. Noi intanto abbiamo presentato un’interrogazione diretta al ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi.
Questo finanziamento è il segno di una continuità tra gli anni passati e la nouvelle vague di Renzi. Questo atto si iscrive dentro una scelta ben chiara che il governo ha fatto negli ultimi mesi di sostenere grandi opere e non la più grande opera di cui ha bisogno il nostro Paese: il riassetto idrogeologico.
Le avvisaglie c’erano già state e pure chiare. Nel testo della nostra interrogazione, che sarà presentata nei prossimi giorni, abbiamo elencato in una pagina tutte le dichiarazioni pro ponte rilasciate dal ministro Lupi, che forse si è improvvisamente ricordato di esser stato in Forza Italia.
L’opera era stata sospesa dal governo di Mario Monti nel 2012. Il fondo di 1,3 miliardi era stato revocato, come si legge nelle carte del Cipe, e la costruzione del ponte sembrava essere arrivata a un punto morto. Ma è lo stesso amministratore delegato di Salini-Impregilo, capofila del consorzio Eurolink che si trova in contenzioso con lo Stato per il pagamento delle penali dopo il “no”, ad augurarsi che “il governo riapra il dossier sul Ponte di Messina”. A settembre, a margine dell’assemblea della società, aveva dichiarato: “Siamo disponibilissimi a rinunciare alla penale, se il progetto ripartisse”, sottolineando di non aver ricevuto alcuna richiesta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma di averne parlato con lui poco tempo prima.

 SEL Made. La redazione del gruppo di SEL alla Camera.