#Matera2019 per ripensare il modello di sviluppo


Finalmente una buona notizia per i lucani: l’elezione di Matera 2019 quale Capitale della Cultura Europea che allontana – o quanto meno sbiadisce – quella immagine di ‘città cenciosa’ descritta, oltre mezzo secolo fa, dal medico-pittore autore del ‘Cristo si è fermato a Eboli’.

Un riconoscimento importante che ci parla di quanto paghi, in una epoca di crisi come quella che attraversiamo, puntare sulla cultura, che è valorizzazione del patrimonio architettonico, difesa del paesaggio naturale, rilancio delle vocazioni.
Un riconoscimento che, come ha scritto Mimmo Sammartino in un suo arguto editoriale, segna un riscatto di una città, di una regione e forse dell’intero Mezzogiorno d’Italia, a patto che – aggiungiamo noi – lungi dal rappresentare solo un punto di approdo, venga interpretato come punto di partenza sulla strada di scelte nuove e alternative sul modello di sviluppo che si intende perseguire. Perché Matera 2019 Capitale della Cultura Europea è innanzitutto una occasione per allontanare – attraverso scelte culturali ampie – lo spettro della gruviera in cui si rischia di trasformare la Basilicata colonizzata dalle trivelle.

Maria MURANTE
Coordinatrice regionale Sinistra Ecologia Libertà Basilicata

GiovanniBAROZZINO
Senatore Sinistra Ecologia Libertà

AntonioPLACIDO
Deputato Sinistra Ecologia Libertà