La Fiat lascia l’Italia, ma i cassintegrati restano qui

Da oggi si chiude un pezzo della storia industriale del nostro Paese: Fiat italiana e torinese non esiste più. Oggi nasce una multinazionale apolide e più lontana dall’Italia e gli auguri di Marchionne all’Italia sono auguri lontano dai lavoratori, “occhio non vede cuore non duole”.

Si chiude una storia lunga 115 anni che ha visto Torino e l’Italia protagoniste nel settore automobilistico e nasce un nuovo gruppo con sede a Londra ma sottoposto alla legislazione olandese le cui assemblee si terranno ad Amsterdam e non più a Torino. In poche parole la Fiat cambia pelle e va a Wall Street ma a Mirafiori i lavoratori italiani restano in cassa integrazione. Infatti i lavoratori non si quotano.

Giorgio Airaudo

Torinese, sindacalista dei metalmeccanici Cgil, ha sempre messo il lavoro al centro della sua azione politica, per la fine della precarietà come limite all'esistenza e per un modello di sviluppo sostenibile.