Sen. Barozzino su decreto SbloccaItalia

"Dopo vent’anni di estrazioni petrolifere e dopo venti anni di desertificazione ambientale, desertificazione sociale e aumento delle malattie (proprio in merito alla crescita di malattie tumorali avevo, nei mesi scorsi, scritto all'assessora regionale alla Sanità, chiedendo un aggiornamento dei dati e, successivamente, un aggregazione degli stessi per aree omogenee, nella convinzione che l'apertura di un dibattito pubblico e collettivo intorno al tema potesse
essere utile a pianificare eventuali misure di prevenzione) sentire il governatore Pittella parlare di vittoria, a fronte di un decreto – lo SloccaItalia – che, di fatto, allude a ulteriori trivellazioni, sembra una beffa". Così il sen. Giovanni Barozzino (Sinistra, Ecologia, Libertà).

"Una beffa che si consuma sulla pelle delle comunità lucane. Sentiamo ancora parlare il governatore Pittella di doppi tempi e di rivoluzioni democratiche, senza mai citare però il fatto - aggiunge Barozzino - che le cittadine e i cittadini lucani non sono mai stati chiamati a esprimersi su cosa pensano di questo modello di sviluppo autodistruttivo, in cui lo svuotamento del sottosuolo e l’attingimento alle energie fossili sembra non avere fine. Eppure il tempo ci ha insegnato cosa significa non coinvolgere le parti interessate, come accaduto negli anni nel mondo del lavoro: minor coinvolgimento ha significato minori tutele e minori diritti, attraverso una vera e propria rimozione del momento democratico.

Il governatore della Basilicata, prima di parlare di vittorie, dovrebbe fare maggiormente i conti con i venti anni che abbiamo alle spalle; dovrebbe forse confrontarsi di più con le popolazioni costrette a vivere con un impianto – quale in Centro Oli di Viggiano – i cui incidenti e le cui ‘sfiammate’ sono all’ordine del giorno; dovrebbe cantare vittoria guardando in faccia quei giovani che sono costretti ad abbandonare le proprie terre consumate dall’oro nero senza aver ricevuto in cambio nemmeno la possibilità di trovarvi una occupazione. Oppure dovrebbe farlo di fronte a quante e quanti, in passato, nelle terre in cui oggi si estrae petrolio avevano investito per produrre agricoltura di qualità, che avrebbe dato un lavoro ai loro figli, ma che oggi rappresenta un sogno fallito.

Di questo parliamo quando abbiamo a che fare con le estrazioni petrolifere in Basilicata… di questo parliamo quando parliamo dell’incremento delle stesse, facendo finta che la liberazione dal patto di stabilità di un po’ di liquidità con cui cooptare consenso rappresenti una vittoria. Siamo di fronte alla sola vittoria di una classe dirigente – locale e nazionale – sorda alle drammatiche condizioni di chi sta in basso, e la cui voce viene zittita con arroganza".