F35, Marcon: la riduzione è già decisa dalla commissione ora occorre lavorare su mozione unica contro acquisto

«E’ sicuramente un passo in avanti la mozione di 19 deputati del PD a prima firma on. Scanu che – sulla base di quanto aveva già deciso la Commissione Difesa – chiede il dimezzamento della spesa per gli F35. Speriamo che sia condivisa da tutto il PD e aspettiamo di sapere cosa ne pensa la ministra Pinotti che sul dimezzamento è contraria.
Il PD ci sarà tutto su questa posizione? Ma è ancora una cattiva notizia pensare di continuare a spendere comunque altri 6,5 miliardi di euro per dei cacciabombardieri che trasportano armi nucleari, quando non abbiamo risorse per combattere la crisi».
Così il deputato di Sel Giulio Marcon, primo firmatario della mozione di Sel che chiede la cancellazione del programma d’acquisto del caccia F35, commenta la presentazione di una mozione da parte di alcuni deputati del PD per dimezzarne il programma.
«A Scanu vorrei dire che è necessario fare un passo in avanti e dire un secco no al programma di acquisto di questi strumenti di guerra non solo per risparmiare denaro, cosa che di questi tempi non è mai male, ma perché l’Italia non ha bisogno di un caccia come quello che non funziona e non porta occupazione. Inoltre vorrei dire a Scanu che non è vero che la mozione del giugno 2013 (che chiedeva la sospensione degli acquisti di nuovi F35) è stata rispettata: il governo ha stipulato contratti per nuovi F35 sia nel settembre del 2013 che nel marzo del 2014: non vorremmo che anche questa volta il Parlamento venisse preso in giro dal governo».
«Mi auguro che i giorni che mancano al dibattito in Aula alla Camera servano a dissipare tutti i nodi all’interno del PD e che insieme si riesca a dire un no definitivo all’acquisto dei cacciabombardieri F35», conclude il deputato di Sel Giulio Marcon.