Il Senato boccia gli emendamenti sull’immunità. Sel non ritira i suoi emendamenti

Il bipartitismo perfetto finisce per tutto tranne che per l’immunità. I senatori nominati saranno garantiti dall’immunità e poco male se ciò provocherà una assurda differenziazione tra i consiglieri regionali e i sindaco che fanno anche i senatori e quelli che invece non godono di questo privilegio. Nonostante gli spiragli fatti balenare nei giorni scorsi, governo e maggioranza hanno dunque deciso di non toccare uno dei capitoli più discutibili e discussi dell’intera riforma.

Un cambiamento di clima c’è sicuramente stato. Dopo giorni all’insegna della corsa pazza il dibattito sull’immunità è stato lungo e dettagliato, ma nella sostanza le cose non sono cambiate. Potrebbe andare diversamente quando l’aula discuterà delle firme per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare, anche se non è escluso che Renzi decida invece di apportare modifiche alla riforma solo alla Camera, lasciando invece intatto il testo alla camera.
In queste condizioni, Sel non può ritirare i propri emendamenti, che tuttavia, dopo gli stravolgimenti del regolamento operati dalla presidenza del Senato hanno valore quasi esclusivamente politico e simbolico. Sel tuttavia ha deciso di non abbandonare l’aula, proprio perché quella forma di protesta era stata decisa in seguito a forzature più che estreme da parte del presidente del Senato, non come forma di protesta contro la pessima riforma del governo.
Ieri la ministra Boschi e la presidente del Gruppo Misto-SEl Loredana De Petris, accompagnata dal senatore Campanella in rappresentanza della componente ex grillina del Gruppo Misto, si sono incontrate per la seconda volta in pochi giorni. Anche in questa occasione, la ministra ha mostrato una disponibilità maggiore di quella mostrata nei primi giorni, ma nel concreto, per ora, ai toni dialoganti non ha corrisposto alcun cambiamento effettivo del testo.
Se il blocco delle riforme, che è composto dalla legge elettorale e dalla riforma costituzionale e che deve essere valutato nel complesso, subirà modifiche non cosmetiche tali da tenere conto delle critiche sollevate dalle opposizioni parlamentari ma anche da moltissimi costituzionalisti, lo si vedrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.