Cassa integrazione in deroga, domani il presidio a Montecitorio di Cgil, Cisl e Uil

Cgil, Cisl e Uil il 22 e 24 luglio si riuniranno a Roma in una manifestazione per sollecitare il Governo a rifinanziare la cassa integrazione in deroga. L’appuntamento è in Piazza Montecitorio dove è prevista la partecipazione dei Segretari Generali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Migliaia di lavoratrici e lavoratori rischiano di rimanere senza lavoro e senza alcun sostegno a causa dell’indifferenza del Governo. Inoltre, è stato annunciato dal Governo un decreto che restringe la possibilità di concessione degli ammortizzatori in deroga, innalzando l’anzianità necessaria per poter accedere alla cassa integrazione e riducendo drasticamente i periodi di utilizzo.
Il presidio di domani si svolgerà in Piazza Montecitorio dalle ore 9 alle 14 e riguarderà le regioni del Nord Italia tra cui anche la Liguria ed il savonese dove i lavoratori interessati sono circa 10 mila, mentre il presidio del 24 luglio interesserà le restanti regioni del Centro, del Sud e delle isole.
E i dati sulla cassa integrazione in deroga sono preoccupanti: in 150mila rischiano di restare senza lavoro e amortizzatori.  Sono questi i dati che emergono dalla fotografia scattata dalla Cgil e dalla Uil sui dati relativi alla cassa integrazione a giugno (-23%) diffusi nei giorni scorsi dall’Inps. I 400 milioni di euro appena sbloccati dall’esecutivo grazie all’intervento del ministro del Welfare Giuliano Poletti servono solo per coprire l’arretrato del 2013: i sussidi sono fermi da gennaio quelle risorse “saranno sufficienti a malapena all’erogazione dei sussidi fino a marzo” (Cgil, Cisl e Uil).
Il 30 luglio ci sarà l’incontro tra Regioni e ministro Poletti per esaminare i nuovi criteri del decreto. Il rapporto della Cgil indica che a giugno si è verificata la “richiesta più bassa degli ultimi 12 mesi”, tuttavia nei primi sei mesi dell’anno si è registrata “un’assenza completa di attività produttiva per più di 540.000 lavoratori”, con una perdita per ognuno di “oltre 3.900 euro”. Tra l’altro, si legge nel rapporto, “ci sono molti lavoratori che ormai sono fuori, o stanno per uscire, da tutte le coperture di welfare disponibili, poiché hanno completato i periodi previsti dalla normativa vigente”.
Tornando alla Cig, la Uil mette invece in evidenza che tra maggio e giugno le richieste di ore di cig da parte delle aziende registrano un aumento nell’artigianato (+50,2%) e nel commercio (+12,4%). Calo di ore autorizzate, viceversa, nell’industria (-32,3%) e nell’edilizia (-10,2%). Più in generale, comunque, l’industria resta il ramo di attività che assorbe il maggior numero di ore richieste (49,3 milioni), seguita dal commercio (10,3 milioni), dall’edilizia (10,2 milioni) e dall’artigianato (4,5 milioni).
Qualche giorno fa dall’Emilia Romagna, regione di provenienza del ministro Poletti: sono 32.000 i lavoratori in cig in deroga che «dal mese di gennaio non percepiscono un euro di reddito». In Toscana, regione di provenienza del premier, sono 18.000 le persone nelle stesse condizioni. In Lombardia se ne contano 35 mila, in Piemonte 28.000, in Umbria 11.000. E così via: il totale nazionale si aggira intorno ai 150.000 lavoratori. Solo Campania e Sicilia, avendo dirottato risorse comunitarie altrimenti perse, per ora tengono.