Lista Tispras supera il 4%, la sinistra italiana sarà presente anche in Europa. Vendola: Tsipras alternativa alle ombre nere


La lista l’Altra Europa con Tsipras ce l’ha fatta: a spoglio finito si attesta al 4,03% superando quindi lo sbarramento. Un risultato straordinario considerando le condizioni in cui questa campagna è stata condotta. Per Nichi Vendola «In Italia la partita era complicata per la polarizzazione della contesa tra Renzi e Grillo», e «direi che abbiamo non una bandiera ma più di un seme».  

«Dobbiamo innanzitutto guardare allo scenario europeo e a tutte le ombre nere che si sono assiepate nel cielo del Vecchio Continente. I dati dei nazionalisti, dell’estrema destra, degli euroscettici sono inquietanti : e’ un avviso ai naviganti. Se si continua con le politiche dell’austerity si spaccherà il cuore dell’Europa».
«Il risultato di Alexis Tsipras in Grecia è un dato straordinario – prosegue il leader di Sel – che rappresenta davvero l’idea che c’è un’alternativa all’onda nera e melmosa del populismo: e’ l’idea per cui l’Europa esiste se è la difesa dei diritti di libertà e dei diritti sociali. In Italia chi ha sostenuto l’altra Europa con Tsipras non ha piantato una bandiera, sono convinto che sia stato piantato più di un seme. Non possiamo che essere soddisfatti, in cosi poco tempo, con cosi tanta disattenzione dei media e’ stato raggiunto un risultato importante».
«Peraltro la partita era particolarmente complicata: da una parte la polarizzazione della contesa politica aspra tra Grillo e Renzi ha schiacciato la competizione elettorale. Ha funzionato poi un richiamo al Pd come garanzia democratica quando le parole in libertà, ubriache, alterate hanno evocato mostri incarnati nell’attualità e hanno superato ogni limite. Grillo ha spaventato l’opinione pubblica, quel vocabolario infetto, quel vocabolario da licantropo è un problema per la convivenza . E l’opinione pubblica ha voluto dare una lezione a Grillo: la politica è innanzitutto un uso sobrio delle parole. Le parole come lapidazione, come denigrazione sono proprie di un codice di intolleranza che fa male alla democrazia.  Renzi ha goduto poi del fatto di non essere sovrapponibile a Monti, a Letta, alle politiche di massacro del welfare che abbiamo conosciuto in questi ultimi anni, e che il Pd ha condiviso in toto. Con un Renzi che non rapppresentava il rendiconto di ciò  aveva fatto il suo partito negli ultimi anni e che gli ha permesso di intercettare un’attesa di speranza e di cambiamento. Ma ora questo straordinaria domanda di cambiamento , questa speranza che si e’ riversata su di lui, Renzi la deve giocare per cambiare davvero le politiche in Europa, altrimenti non si potra’ pensare di aver cambiato musica davvero. Il voto europeo chiede ora all’Europa – conclude Vendola – di uscire dalla palude delle politiche dell’austerity, come ci insegna il voto francese o greco: quando la sinistra diventa complice della destra nelle politiche di impoverimento la sinistra si schianta».