Il voto in Europa

Chiuse le urne è tempo di bilanci. Innanzitutto i numeri: stando ai dati riportati dal portale on-line dell’Europarlamento – aggiornati alle ore notturne tra il 25 e il 26 maggio -, ad ottenere maggiore rappresentanza sarebbe il PPE, con 212 seggi (28,23%). In seconda posizione il PSE, fermo a 186 (24,77%). A seguire l’ALDE (70 ), i Verdi (55), i Conservatori e Riformisti (44), la Sinistra (43), i Non Iscritti (38) e il Gruppo Europa della libertà e della democrazia (36).

Ecco in breve i risultati elettorali che arrivano dagli altri paesi europei.

FRANCIA: il Front National di Marine Le Pen trionfa con il dato storico del 24,85%. L’Ump è il secondo partito (20,80%), mentre i socialisti di Francois Hollande raggiungono il minimo storico del 13,98%. Centristi al 9,7%, ecologisti all’8,7%, Front de Gauche al 6%. Altissimo è il dato dell’astensione: 57%.
GERMANIA: Il Cdu di Angela Merkel si conferma il primo partito (35,3%), anche se è il peggiore risultato del partito dal 1979 in Europa. In crescita SPD (27,2%), mentre La vera sorpresa è il partito antieuro e le formazioni minori che avranno un seggio nell’Europarlamento grazie alla sentenza delle Corte costituzionale che, lo scorso marzo, ha abolito la soglia di sbarramento al 3%. Gli euroscettici di Alternative fur Deutschland (AfD) sono i ‘vincitori morali’ con il 7%. Un risultato eccezionale per un partito nato lo scorso febbraio a partire dall’idea dell’eliminazione della moneta unica che ora potrà contare su ben 7 europarlamentari. Buono il risultato dei verdi che raggiungono il 10,7% (11 seggi) e quello di Die Linke. Il partito di sinistra ha ottenuto il 7,40% dei voti (7 seggi). Festeggiano anche i ‘pirati’ del Piratenpartei che con l’1,4% hanno ottenuto l’elezione di un parlamentare. Stessa sorte per l’Npd, il partito neonazista tedesco (1%) che entrerà così, per la prima volta, nel Parlemanto europeo.

GRECIA: La sinistra di Syriza guidata da Alexis Tsipras è in testa con il 26,7%. Al secondo posto Nea Dimokratia (centro-destra) con il 22,8%, al terzo il neo-nazista Chrysi Avgì (Alba Dorata) con il 9,3%% e al quarto posto la lista Pasok (socialista)-Elia (l’Olivo) con l’8,1%. Altri due europarlamentari spetteranno alla lista di centro-sinistra ‘To Potami’, cioè ‘Il fiume’, lanciata qualche mese fa dal giornalista Stavros Theodorakis e che ha proposto solo candidati nuovi mai impegnati in passato in politica. Infine due eurodeputati spetteranno al Partito comunista greco e uno solo al partito populista di destra ‘Greci indipendenti’, che ha superato di poco la soglia greca del 3% per le europee.
Syriza ha fatto registrare anche un buon risultato alle amministrative. Il partito di Tesipras è riuscito infatti a prendere il controllo di due delle 13 regioni greche, fra cui l’Attica, cioè la regione della capitale Atene. Sei regioni sono andate invece ai conservatori di Nuova democrazia, due ai socialisti del Pasok, una a un candidato appoggiato da conservatori e socialisti e un’altra a un politico appoggiato dal partito di destra ‘Greci indipendenti’. Nelle elezioni per i sindaci Atene e Salonicco, le due città più grandi della Grecia, sono andate ai primi cittadini uscenti, entrambi del Pasok. La poltrona del Pireo, porto di Atene, è stata vinta da un candidato indipendente che è manager della squadra di calcio locale Olympiakos e ha sconfitto il conservatore uscente.

REGNO UNITO: Primo partito è l’Ukip guidato da Nigel Farage che ha raccolto il 29 per cento dei consensi, che equivale a 22 seggi «euroscettici» nel nuovo Parlamento europeo, piazzandosi davanti sia ai Conservatori sia ai Laburisti. Un risultato storico dal momento che – come ricorda la Bbc – da cento anni non accadeva che un’elezione fosse vinta da un soggetto diverso dai Tories o dal Labour. I conservatori del premier Cameron si sarebbero fermati al 24,2% , con 16 eurodeputati. I laburisti, all’opposizione in patria, hanno raccolto il 23,7% dei voti e manderanno 14 deputati nelle istituzioni europee. Crollo dei liberali: sotto il 7% con un solo europarlamentare in carniere (dagli 8 delle precedenti elezioni).

SPAGNA: Debacle del Partito Popolare al governo con il 26% e del principale partito dell’opposizione, il Psoe, che registra un 23%. I Popolari vedrebbero ridursi da 24 a 16 i propri deputati, i socialisti da 23 a 14. Spettacolare exploit degli ‘indignados’ con il partito Podemos, che con il 7,9% conquista 5 seggi. Ottimo il risultato di Izquierda Unida che registra un 10% che equivarrebbero a 6 seggi.

DANIMARCA: Boom euroscettici: estrema destra di Danish People Party sarebbe il primo partito con il 23,1% (+3 deputati rispetto al 2009), secondi i socialisti con il 20,5%, terzi i liberali con il 17,2%. 

IRLANDA: Sinn Fein verso la conquista di un seggio europeo con un 17%, in crescita rispetto al 10% registrato nelle ultime elezioni politiche. Restano in testa gli indipendenti con il 27%, seguito da Fine Gael (centro-destra) al 22%, il partito laburista in calo al 6%. In aumento i Verdi al 6%. 

UNGHERIA: I risultati definitivi danno Fidesz (conservatori) al 51,49% dei consensi, e avrà 12 seggi. Jobbik (estremisti) ha ottenuto il 14,68%, 3 seggi. I socialisti (Mszp) hanno raggunto il 10,92%, 2 seggi.

BULGARIA: Il partito conservatore Gerb conquista il 30% secco dei voti in Bulgaria e diventa il primo partito del paese. Seguono il partito socialista di Serghei Stanishev, 19,8%. Il partito della minoranza turca, Dps, con il 14,9% e tre seggi.

CROAZIA: vittoria con il 41% della coalizione del centrodestra, guidata dall’Unione democratica croata (Hdz). Otterranno 5 degli 11 eurodeputati assegnati al Paese. La coalizione di centrosinistra ottiene il 29,9 % e 4 eurodeputati.

AUSTRIA: i popolari Oevp raggiungono il 27,3% mentre i Socialdemocratici raggiungono, in modo quasi insperato, il 24,2%: di fatto entrambi ottengono 5 seggi al Parlamento Europeo. La destra antieuropea del Freiheitliche Partei Österreichs raggiunge il clamoroso risultato del 20.5%.

LITUANIA: Affluenza leggermente sopra la media europea (44.91%) e voglia di Europa, queste le grossolane evidenze del voto in Lituania. La coalizione Tėvynės sąjunga – Lietuvos krikščionys demokratai (Partito Popolar Europeo) ottiene la vittoria con il 17,39% per un totale di due seggi all’Europarlamento, di poco sopra i Socialdemocratici che arrivano secondi con il 17,27% (2 seggi per S&D). Terzo il partito Liberale Repubblicano con il 16.52%: in sostanza i primi tre partiti lituani rientrano tutti in una forbice inferiore all’1%. Alde, con 3 seggi, è la coalizione europea che porta a casa il bottino più grosso.
ROMANIA: Coalizione socialista del premier Victor Ponta ivince con il 42,4% ed ottiene 18 seggi. Liberali secondi con il 13,3% (5 seggi), mentre i popolari del Pdl fermi all’11,8% (4 seggi). Unione democratici ungheresi in Romania, sempre Ppe, al 6,2% (2 seggi), e i populisti del PMP al 6,3%. (2 seggi).

POLONIA: Crollo dei popolari di governo del Po, che in Polonia restano primo partito ma con quasi un terzo dei voti in meno rispetto al 2009, boom degli euroscettici del Knp di Janusz Korwin-Mikke che conquisterebbero 4 seggi col 7,2%, forte ascesa dei conservatori del Pis in lotta per il primato col 31,8%.

PORTOGALLO: Socialisti del Ps primi con il 31,5% (8 seggi) secondi i popolari della coalizione AP con il 27,7% (7 seggi). Terza la sinistra radicale di CDU 12,7% (7 seggi) e un seggio al Bloco de Esquerda con il 4,6%.

PAESI BASSI: L’eurofobo Pvv di Geert Wilders porta a casa 4 eurodeputati con il 13,2%. Il primo partito per preferenze rimane il D66 dei centristi liberali con 15,4%, mentre i cristianodemocratici del Cda si attestano al 15%.

FINLANDIA: In testa i popolari del KK 22,7% seguiti dai liberali di SK (21,0%). Terzi i socialisti di SSP (13,6%). Solo quarti gli euroscettici ‘Veri finlandesi’ (12,8%).

LUSSEMBURGO: stravince Juncker con i cristianodemocratici del Csv al 37,65%. I liberali al governo è secondo (14,77%), poi socialisti del Lsap (11,75%) e verdi (Dei Greng).

LETTONIA: al 46% i popolari del partito ‘Unity’ mentre i conservatori dell’ Alleanza Nazionale al 15%. Socialdemocratici pro-russi dell’ ‘Harmony Center’(13%) e Unione dei Verdi (8%).

MALTA: in testa il partito laburista (53%), seguito dai popolari del partito nazionalista (40%). Terzi i Verdi con il 2,7%, e altri piccole formazioni totalizzano il 4%.

REP. CECA: Vittoria dei filoeuropei Ano (16,13%). Seguono liberali del Top 09 (15,95%), socialdemocratici (Cssd) del premier (14,17). Al Parlamento europeo anche i comunisti(0,98%).

SLOVENIA: vittoria ufficiale del Partito democratico sloveno (centrodestra) con il 24,86%, seguito da Lista Nova Slovenija e Sls (centrodestra) al 16,46%, dalla lista Verjamem (centrosinistra) con il 10,50% e Desus (centrosinistra) all’ 8,16%, seguito dal partito socialdemocratico (centrosinistra) con il 8,05%. Alle urne solo il 24%.

SLOVACCHIA: con la bassissima affluenza del 13% vincono i socialdemocratici (Smer) del premier, Robert Fico (24,09%), seguito dai popolari del Movimento cristiano democratico (Kdh) con il 13,21%. Al terzo posto l’Unione slovacca dei cristiani democratici (Sdku) con il 7,75%.

CIPRO: Il partito Disy (Adunata Democratica, centro-destra al governo) vince con il 37.78%. Segue il comunista Akel (26.87%), il Diko (Partito Democratico, destra) con il 10.86%, la lista Edek (socialdemocratico), Verdi Ecologisti (7.69%), Alleanza Civica (destra) con il 6.78%.

SVEZIA: In Svezia l’affluenza alle urne è stata confermata come di poco superiore alla media europea, 48.8%. A vincere è Socialdemokraterna, il partito socialdemocratico svedese, che ha ottenuto il 24.4% dei voti ed ha consegnato ai socialisti europei ben 6 seggi; secondo posto per il partito verde Miljöpartiet de gröna, che porta in Europa ben 3 deputati. In terza posizione il partito di centrodestra Moderata Samlingspartiet, con il 13.6% dei voti.