Per un 25 aprile di pace e disarmo all’Arena di Verona


Una giornata (dalle 13.00 alle 20.00) di riflessione e di musica che vedrà riuniti all’Arena di Verona gruppi, associazioni, personalità provenienti da tutta l’Italia. Ospiti della giornata, tra gli altri: don Luigi Ciotti, Gino Strada, Susanna Camusso, padre Alex Zanotelli, Gad Lerner, Gianni Bottalico, Cecilia Strada, Lidia Menapace, don Albino Bizzotto, Simone Cristicchi, Vittorio De Scalzi, Eugenio Finardi, David Riondino. «Si tratta di un momento simbolico molto importante per tutto il movimento per la Pace ha sottolineato padre Alex Zanotelli, missionario Comboniano che ha promosso l’idea di questo incontro – che deve trovare nuovo slancio, entusiasmo, unità di intenti. Bisogna che i temi della Pace e del disarmo tornino al centro dell’agenda politica del nostro paese. I poveri non possono più accettare gli sperperi continui di fondi negli armamenti!».

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Con un comunicato Sinistra Ecologia Libertà ha annunciato la sua adesione all’evento.
«In particolare, il tema della cancellazione del programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35, sin dalle prime fasi di questa legislatura è stato al centro dell’agenda politica nostra e dell’onorevole Giulio Marcon (Sel) , il quale per primo ha presentato una mozione alla Camera e ha fondato, con altri colleghi, l’intergruppo dei parlamentari per la pace, un inedito nella storia del Parlamento italiano. Volendo garantire la piena applicazione dell’art. 11 (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”) e dell’art. 52 della Costituzione italiana (che definendo la difesa della Patria “sacro dovere del cittadino”, contempla in sé anche la promozione di una difesa civile), la proposta di Sinistra Ecologia Libertà prevede di:
- ridurre la spesa militare complessiva italiana (quest’anno pari a 24 miliardi di euro) e le sacche di privilegio esistenti nel comparto militare (ausiliaria, previdenza, moltiplicazione degli uffici e delle cariche);
- ridurre lo spreco di risorse pubbliche destinate all’acquisto di armi, a partire dalla cancellazione del programma di acquisto degli F-35. Se si considera che l’Italia intende acquistare 90 cacciabombardieri, che presentano problematiche strutturali e il cui costo si aggira sui 130 milioni di euro ciascuno (15 miliardi il costo complessivo, 52 miliardi se si includono i conseguenti costi di gestione e di mantenimento), la riduzione prevista di 400 milioni di euro della difesa (150 milioni per il programma F-35), prevista dal decreto sul bonus Irpef varato nei giorni scorsi dal Governo, è insufficiente e ridicola: ridurre di 150 milioni il costo degli F-35 significa rinunciare a un solo F-35 e a un pezzo d’ala;
- sostenere le politiche economiche volte alla conversione a fini civili (come previsto dalla legge n. 185 del 1990) delle industrie produttrici di armi.
- rendere effettiva la possibilità che il Servizio Civile nazionale concorra, in alternativa al servizio militare, alla difesa della Patria. I fondi per finanziarlo possono provenire dal trasferimento di risorse dalla difesa armata a quella non armata;
- inserire, nelle attività di cooperazione internazionale, il Peacebuilding civile (interposizione, mediazione, riconciliazione), facente parte delle esperienze maturate dalla società civile organizzata nelle situazioni di conflitto. In tal senso, vanno potenziati gli Interventi Civili di Pace, come già si è iniziato a fare (grazie ad un emendamento di Sinistra Ecologia Libertà) con la legge di stabilità, che ha approvato un finanziamento di 9 milioni di euro (3 per ogni anno dal 2014 al 2016) per l’istituzione dei Corpi Civili di Pace, nei quali saranno coinvolti 500 giovani nell’ambito della legge nazionale sul Servizio Civile. Si tratta ora di approvare la legge nazionale sui Corpi Civili di Pace;
- avviare una politica di difesa europea, autonoma, pacifica e nonviolenta, con l’immediato superamento della Nato, le cui ragioni di esistenza non si giustificano e il cui Patto (soprattutto con la fine della guerra fredda) è ormai obsoleto e comunque da sempre incompatibile, per finalità e strumenti, con il nostro ordinamento. L’obiettivo da raggiungere, insieme alla costituzione degli Stati Uniti di un’Europa solidale (come già suggeritoci da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ne “Il manifesto di Ventotene”), è l’accrescimento del ruolo delle Nazioni Unite, la sola organizzazione che può e deve dirimere le controversie internazionali e promuovere la pace tra i popoli.
Possibilmente tutte, ma l’attuazione di solo alcune di queste proposte dimostrerebbe che la distanza tra la società e chi la governa può ridursi, che una volta tanto i diritti (alla salute, all’istruzione, alla buona occupazione) della maggioranza dei cittadini possono prevalere sugli interessi e i privilegi di pochi, che la costruzione della pace può prevalere sui fabbricatori di politiche belligeranti».