Sel incontra il presidente Napolitano. Vendola: abbiamo esposto le nostre preoccupazioni sulla costituzionalità dell’Italicum

Nichi Vendola, leader di Sel, accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, Gennaro Migliore e Loredana De Petris, hanno chiesto e ottenuto un incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per manifestargli la loro preoccupazione per «la costituzionalità della riforma elettorale» in discussione alla Camera.
«La nostra non è una battaglia di sopravvivenza o di bottega – ha precisato Vendola riferendo ai giornalisti dell’incontro al Colle - ma sentiamo l’urgenza di rappresentare al custode della Costituzione i dubbi sulla costituzionalità del testo che ha un abnorme premio di maggioranza e una abnorme soglia di
sbarramento, un ibrido mostruoso che rischia di replicare i difetti del porcellum».

Migliore ha spiegato poi che Sel è «contraria alle liste bloccate, per noi il sistema giusto è il Mattarellum, inoltre abbiamo il fondato sospetto che abbiano sbagliato il calcolo per l’attribuzione dei seggi e che presenteranno un emendamento del relatore che farebbe decadere i nostri. A Napolitano abbiamo parlato anche del conflitto di interessi che dovrebbe essere regolato nella legge elettorale vietando la candidatura ai concessionari pubblici. Infine abbiamo ricevuto un grande ascolto dal Presidente sul tema dei costi della politica, noi chiediamo che vi sia un effettivo controllo delle spese dei candidati».

«Nessuno pensi di fingere di non vedere l’errore di calcolo nell’attribuzione dei seggi per troncare un confronto vero sulla legge elettorale – ha avvertito Vendola – lo diciamo prima perchè questa sarebbe davvero una grave ferita: nessuno scippo alla discussione è consentito».

Migliore ha anche fatto sapere di aver ritirato l’emendamento cosiddetto ‘salva-Sel’ per abbassare le soglie di sbarramento perchè non vuole accreditare l’idea di una battaglia per il proprio interesse. «Questa legge non è vero che favorisce il bipolarismo, come dice Renzi, favorisce i partiti com M5S che restano fuori dalle coalizioni», per Sel infatti il problema non è solo la soglia del 5% per i piccoli che stanno dentro le coalizioni ma anche tutte le altre, «non si capisce perchè ci siano soglie differenti per chi sta dentro e per chi vuole restare fuori dalle coalizioni, e poi una soglia di sbarramento dell’8% esiste solo in Turchia».

Sulla riforma elettorale «il legislatore – ha concluso il leader di Sel – non può andare a piacimento dove vuole, c’è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che è costituzionale un sistema che garantisce l’equilibrio tra governabilità e rappresentanza».

Nel corso dell’incontro il gruppo di Sel ha voluto anche esprimere solidarietà al capo della Stato. «Abbiamo espresso al presidente della Repubblica la nostra solidarietà verso il garante dei valori e dei principi costituzionali e dell’unità della Nazione contro l’opera di delegittimazione attraverso un impeachment infondato sotto il profilo giuridico-istituzionale da parte di chi gioca allo sfascio».Ha detto Nichi Vendola.

«Abbiamo espresso al capo dello Stato la nostra inquietudine per l’escalation di violenza nei confronti dei presidenti delle Camere. Bisogna mettere un freno al rischio che si abbassi la soglia della convivenza civile. La virulenza e la volgarità delle aggressioni sta superando il limite e deve spingere tutte le forze politiche a ripensare il proprio ruolo. Nel paese c’è un rischio di crisi sociale associata una crisi istituzionale».

Il file audio delle dichiarazioni del presidente di Sel dopo l’incontro.