Interrogazione di Barozzino (SeL) + altri su fusione Fiat-Chrysler

Interrogazione dei senatori: 
BAROZZINO, BENCINI, CATALFO, RitaGHEDINI, PAGLINI, PUGLIA, SPILABOTTE, DEPETRIS, DECRISTOFARO, CERVELLINI, PETRAGLIA, URAS, ANITORI, DEPIN, GAMBARO 

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Premesso che:
  • la nuova fusione transfrontaliera di Fiat-Chrysler automobiles (FCA) avrà sede sociale in Olanda, quella fiscale nel Regno Unito e il gruppo continuerà a pagare le tasse nei Paesi in cui gli utili saranno prodotti;
  • ricerca, sviluppo, progettazione e adattamento evolutivo dei vari modelli saranno concentrati in USA, dove si realizza il grosso della produzione e, forse, a Torino resterà la produzione del cosiddetto polo di lusso; la rete dei fornitori dei 3 principali livelli (sistemi, sottosistemi e componenti minori) sarà distribuita in vari Paesi nel mondo;
  • l'operazione messa in atto da Marchionne prevede di trasferire all'estero, da subito, i dividendi, gli interessi e le royalty (marchi e brevetti), ovvero tutti quei beni delle società italiane che generano utili: il risultato dell'operazione sarà che tutti i profitti finiranno in capo alla holding in Inghilterra, dove la tassazione è nulla, mentre i costi in capo all'operativa italiana;
  • per il Ministro dell'economia e delle finanze non vi è "nulla d'irregolare", il direttore dell'Agenzia delle entrate dichiara: "verificheremo il pieno rispetto delle leggi fiscali italiane";
  • il Ministro del lavoro e delle politiche sociali si dichiara fiducioso "da parte del management di Fiat c'è stato un impegno di riattivare gli stabilimenti in Italia che sono in cassa integrazione e così via, noi siamo convinti che questo impegno sarà rispettato";
considerato che:

  • in quest'operazione non è per nulla chiaro il destino degli stabilimenti italiani, alle dichiarazioni rassicuranti del management dell'azienda non sono ancora seguiti impegni precisi, concordati e sottoscritti;
  • di fatto, questa operazione si configura come un disimpegno dell'ex gruppo Fiat nei confronti dell'Italia: nel nostro Paese la Fiat non crea più lavoro, non progetta più nuovi modelli, non fa investimenti e ora non paga più neanche le tasse,
si chiede di sapere 

se il Ministro in indirizzo non intenda pronunciarsi nell'immediato sull'operazione FCA per verificare la regolarità di tutti gli aspetti del progetto, compresi quelli fiscali, per verificare da subito quali saranno gli effetti sul terreno produttivo ed occupazionale e quali saranno i costi che subiranno i lavoratori in seguito alla nascita della FCA.