Delegazione di Sel incontra Matteo Renzi. Vendola: «Indisponibili a governo, ma faremo opposizione seria»

«Abbiamo avuto un colloquio molto intenso e, al netto del giudizio che abbiamo espresso sulla nascita di questa nuova stagione, abbiamo discusso delle cose di cui il Paese ha bisogno secondo il nostro giudizio». Lo dice Nichi Vendola, dopo che la delegazione di Sel ha incontrato per 45 minuti il premier incaricato Matteo Renzi.
«Abbiamo ascoltato qual è l’idea del premier incaricato e qual è la sua agenda. Sono titoli condivisibili, il problema è lo svolgimento», aggiunge.
Vendola ha voluto porre l’attenzione su alcuni temi: «Per noi è importante la questione del lavoro, che non sia un piano contro i lavoratori; il rilancio del welfare ambientale; il problema degli F35; il diritto allo studio; il Sud, per anni offeso e dimenticato; i diritti civili e le libertà individuali che non sono una civetteria laicista, in un Paese come l’Italia che in questo ha un ritardo di cinquant’anni».

Nichi Vendola ha poi chiarito che Sel non appoggerà il governo di Matteo Renzi. «Siccome la parola disponibili è diventata sinonimo di attitudini inqualificabili, siamo indisponibili», ha detto il leader di Sel al termine delle consultazioni con il premier incaricato. «Nel senso che nasce un governo che ha la stessa coalizione dei due precedenti, noi siamo indisponibili a partecipare o a contribuire alla nascita di un esecutivo che si fondi sul compromesso tra parti di centrosinistra e parti di centrodestra», ha insistito.
«Per noi le larghe intese complete o miniaturizzate non sono una risposta ai problemi del paese ma sono una parte dei problemi del paese». Questo non ci porta sul terreno dell’opposizione demagogica o del richiamo della foresta in termini di contrapposizione populista. Abbiamo l’ambizione di essere una sinistra di governo capace di guardare al merito dei provvedimenti e di fronte a provvedimenti positivi per il Paese non avremo nessuna esitazione a riconoscere un valore utile. Non sarà un’opposizione faziosa e pregiudiziale», ha concluso.