Nota sui lavori parlamentari settimana dal 7 al 10 Gennaio

A cura di Titti Di Salvo
 
Premessa
I lavori della Camera sono ripresi l’8 gennaio e di nuovo – come nella coda del 2013 – in un clima politico fortemente condizionato dalle fibrillazioni del governo e quindi dal tormentone sulla sua durata e sulla data delle prossime elezioni politiche.
Un tormentone non fuori luogo sommando agli “incidenti ” nel quale sono incappati singoli Ministri (Alfano, Di Girolamo, Cancellieri) sia errori evidenti – dal paradosso Imu (6 decreti in pochi mesi), al decreto “salva Roma”, alla richiesta di restituzione di 150 euro agli insegnanti -che le picconate quotidiane del nuovo segretario del partito democratico e della sua agenda e in ultimo le dimissioni del viceministro Fassina.
Tutto ciò rafforza la nostra valutazione sulla impossibilità strutturale del Governo – anche nella versione “piccole intese” – a fare le scelte necessarie per far uscire l’Italia dalla crisi e certo il test della sua efficacia non può essere il livello dello spread.
Per questo abbiamo riconfermato la necessità di approvare subito la legge elettorale – per noi il Mattarellum sul quale avevamo raccolto insieme ad altri 1 milione di firme e che avevamo depositato come pdl all’inizio della legislatura – e poi andare al voto.
La conferenza dei capigruppo ha agendato per il 27 gennaio l’inizio in Aula del percorso della legge elettorale. Le audizioni in Commissione inizieranno lunedì della prossima settimana: tra gli auditi soltanto costituzionalisti uomini, tranne una!
Nella settimana si è discusso e votato, oltre a 2 pregiudiziali di costituzionalità di cui diciamo dopo:
-Mozione sulle pensioni d’oro
-Pdl sulla modifiche al codice di procedura penale sulle misure cautelari personali

Pregiudiziali di costituzionalità
Sono state presentate le pregiudiziali di costituzionalità al decreto “Destinazione Italia” (da FI, M5S e Lega Nord) e sul decreto in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria (M5S e Lega Nord). Entrambe sono state respinte. Sulla prima ci siamo astenuti: nonostante sia evidente l’abuso continuo da parte di questo e dei precedenti governi dello strumento del decreto legge anche per questioni strutturali e programmatiche che poco hanno a che fare con l’emergenza, come questo in discussione, è pure vero che la pregiudiziale di costituzionalità è anche esso strumento abusato, perché spesso si confonde il piano della conformità costituzionale con quello del merito. In discussione è intervenuta Titti Di Salvo. Sulla seconda invece abbiamo dato parere contrario, riteniamo infatti che la situazione delle carceri italiane debba essere affrontata con urgenza. In discussione è intervenuto Angelo Sannicandro.

Mozioni pensioni d’oro
Abbiamo presentato una mozione su questo tema. Non ci convincevano infatti le altre mozioni – sulle quali ci siamo astenuti – che collegavano obiettivi molto ambiziosi come la lotta agli sprechi e ai privilegi e la battaglia per l’equità allo stretto recinto delle pensioni d’oro.
In alcune di esse si proponeva il ricalcolo di tutte le pensioni in essere (159.000 su 16 milioni) superiori a 5000 euro lorde, liquidate con il sistema retributivo: cioè si proponeva una cosa palesemente impossibile e anticostituzionale. Sicuramente il problema delle 209 persone che con il sistema retributivo percepiscono pensioni stratosferiche grida vendetta e va affrontato, a nostro avviso fiscalmente e quindi in modo permanente e costituzionalmente corretto. Va anche detto che dietro ad affermazioni generiche sulle pensioni d’oro si nasconde la volontà di criminalizzare il sistema retributivo prima in vigore per il calcolo delle pensioni e più in generale il sistema di previdenza pubblica così come delineato dalla nostra Costituzione e cioè non opzione ma obbligo. Non a caso nella discussione in Aula è tornato più volte il tema dello scontro generazionale, dell’eccesso di spesa pubblica su questo fronte (ma dalla legge Fornero devano risparmi per 300 miliardi in 50 anni) e del rapporto troppo generoso tra ultima retribuzione e prima pensione. Per questo abbiamo detto che bisognava parlare di pensioni d’oro ma anche del sistema previdenziale e della sua efficacia, di quello retributivo che fu e di quello contributivo di oggi e delle diseguaglianze e delle ingiustizie che in esso esistono: dalla sostanziale condanna dei giovani ad essere futuri anziani poveri, al violento innalzamento dell’età pensionabile delle donne al paradosso degli esodati, per fare alcuni esempi. Per questo abbiamo chiesto ancora di aprire una discussione ampia e non finta sulle diseguaglianze che esistono nel Paese, su pensioni d’oro e redditi d’oro attraverso il fisco. Siamo il Paese in cui il 10% delle famiglie detiene il 50% delle ricchezze, in cui i top manager guadagnano 957 euro l’ora (il in cui il 59% dell’irpef è pagato dai lavoratori e il 30% dai pensionati, un paese in cui esiste una tassazione unica del 43% per i redditi sopra i 75.000 euro). In questa situazione chiediamo che si applichi la Costituzione e cioè il principio di progressività nella imposizione di tutti i redditi d’oro: un’assunzione di responsabilità collettiva di tutte le persone nei confronti del Paese. In discussione generale erano intervenuti nelle scorse settimane Giovanni Paglia e Franco Bordo. La dichiarazione di voto è stata fatta da Titti Di Salvo.

Proposta di legge: Modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali
Abbiamo dato parere favorevole a questo provvedimento che affronta il problema, per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti, del sovraffollamento delle carceri e delle condizioni disumane in cui sono tenuti i detenuti nel nostro Paese. Il provvedimento si occupa infatti della custodia cautelare, cioè della carcerazione preventiva che ad oggi riguarda 24 mila detenuti su 64 mila, che potrebbero essere colpevoli o innocenti, poiché in attesa di giudizio. Come per gli altri provvedimenti sul tema, in aula si è sviluppato un dibattito figlio dell’idea che più carcere corrisponda a più sicurezza per i cittadini, ideologia che in vent’anni ha portato le carceri a esplodere e la sicurezza dei cittadini a diminuire (determinando la coesistenza forzata di detenuti per reati di pericolosità differente e quindi il livellamento verso l’alto delle esperienze criminali), e che ha visto il M5S e la Lega Nord denunciare all’unisono il parlamento di approvare un “indulto mascherato”.
In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuto Daniele Farina.

Question time
Il Question Time questa settimana è stato fatto da Alessandro Zan su “Iniziative per l’inserimento nel patrimonio Unesco della Cappella degli Scrovegni e di tutti i siti trecenteschi presenti nella città di Padova”.

Titti Di Salvo

La prima donna segretaria generale della Cgil in Piemonte, poi segretaria nazionale Cgil, tra le fondatrici del movimento Se non ora quando? E' la Vicepresidente vicaria di Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera.