Save The Children: in Italia i bambini poveri sono oltre un milione. Uno su 10 vive in povertà assoluta

I bambini e gli adolescenti non sono risparmiati dalla crisi. Oltre un milione vive in povertà assoluta (+30%), pari a 1 su 10; 1 milione e 344 mila è in condizioni di disagio abitativo; 650.000 vivono in comuni in default o sull’orlo del fallimento, quindi senza il sostegno dei servizi sociali.
Sono questi i tratti drammatici sui minori in Italia emersi da “L´Italia SottoSopra“, 4º Atlante dell´Infanzia (a rischio) in Italia di Save the Children, rapporto nel quale la Onlus sottolinea la stretta relazione fra povertà e bassi livelli di istruzione, competenze, salute, opportunità di bambini e ragazzi.
Presentato questa mattina alla presenza dell´Autorità Garante per l´Infanzia e l´Adolescenza, Vincenzo Spadafora, del Dirigente nel Servizio Studi di Struttura Economica e Finanziaria della Banca d´Italia, Paolo Sestito, del Direttore Dipartimento Statistiche Sociali ed Ambientali ISTAT, Linda Laura Sabbadini, lo studio ha portato alla luce numeri impressionanti sugli effetti indiretti che la crisi sta avendo su bambini e adolescenti. “È il contrario di ciò che dovrebbe essere l´infanzia e di come dovrebbe essere il nostro paese per le sue giovani generazioni”, ha dichiarato Save the Children.
Sono oltre 1 milione i minori che vivono in povertà assoluta, il 30% in più nel 2012, pari a 1 minore su 10. Ma non finisce qui: 1 milione e 344 mila minori vivono in condizioni di disagio abitativo, 650.000 in comuni in default o sull´orlo del fallimento e, per la prima volta, è di segno negativo la percentuale di bambini presi in carico dagli asili pubblici (-0,5%).
Gli effetti della crisi hanno risvolti anche sulla salute. Il 22,2% di ragazzini è in sovrappeso e il 10,6% in condizioni di obesità: il cibo buono costa e le famiglie con figli hanno ridotto i consumi e gli acquisti (-138 euro in media al mese), anche alimentari.
Se 1 bambino su 3 non può permettersi un apparecchio per i denti, il budget delle famiglie più disagiate con minori per libri e scuola è di appena 11 euro mensili, cifra 20 volte inferiore a quella del 10% delle famiglie più ricche. Sui 24 paesi Ocse, Italia è ultima per competenze linguistiche e matematiche nella popolazione 16-64 anni e per investimenti in istruzione: +0,5% a fronte di un aumento medio del 62% negli altri paesi europei (Ocse). Ecco dunque che ora sono 758.000 gli early school leavers e oltre 1 milione i giovani disoccupati.
“In questa fase di crisi i bambini e gli adolescenti si ritrovano stretti in una morsa: da una parte c´è la difficoltà di famiglie impoverite, spesso costrette a tagliare i consumi per arrivare alla fine del mese, dall´altra c´è il grave momento che attraversa il Paese, con i conti in disordine, la crisi del welfare, i tagli dei fondi all´infanzia, progetti che chiudono. In mezzo, oltre un milione di minori in povertà assoluta, in contesti segnati da disagio abitativo, alti livelli di dispersione scolastica, disoccupazione giovanile alle stelle”, commenta i risultati del 4º Atlante dell´Infanzia Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.
“Un numero così grande e crescente di minori in situazione di estremo disagio, ci dice una cosa semplice: la febbre è troppo alta e persistente e i palliativi non bastano più, serve una cura forte e strutturata. E la cura è, secondo Save the Children ma anche istituzioni autorevoli come la Banca d´Italia e l´Ocse, investire in formazione e scuola di qualità, laddove l´Italia è all´ultimo posto in Europa per competenze linguistiche e matematiche della sua popolazione”, aggiunge Neri, secondo cui in realtà “la recessione non è iniziata soltanto 5 anni fa in conseguenza della crisi dei mutui subprime o degli attacchi speculativi all´euro, ma affonda le sue radici nella crisi del capitale umano, determinata dal mancato investimento, a tutti livelli, sui beni più preziosi di cui disponiamo: i bambini, la loro formazione e conoscenza. Sotto questo aspetto, l´Atlante non offre solo una mappa di ciò che non va, ma mostra bene in controluce ciò che si può e si deve fare per rimettere a posto le cose”.