Reddito minimo, il viceministro Fassina incolpa i giornali e Sel… di dire la verità


“Il Viceministro Fassina diffonde una nota che accusa i giornali di aver ricostruito erroneamente la questione del reddito minimo a causa nostra (come se i giornalisti italiani non avessero capacità di approfondire e giudicare ma dipendessero da SEL) e smentendo se stesso. Si dimentica che fino a ieri  propagandava lo stanziamento di 40 miseri milioni di euro come “l’introduzione di un reddito minimo di inserimento” per poi essere smentito dal suo stesso collega di governo, il Ministro del Lavoro Giovannini (“chi parla dell’arrivo del reddito minimo non ha letto bene i testi in modo coordinato”). E’ la replica di Sinistra Ecologia Libertà affidata a Marco Furfaro, della segreteria nazionale.

“Caro ViceMinistro Fassina,  – prosegue l’esponente di Sel – lei chiede a governo e partiti di concentrarsi sul reperimento di fondi ammettendo quindi che non solo che si parla di altro rispetto al reddito minimo ma anche di una cifra ridicola rispetto alla poverta’ dilagante. Le ricordiamo, che non solo e’ il ViceMinistro dell’Economia di questo governo, ma che l’azionista di maggioranza di tal governo e’ il Partito Democratico, cioe’ il suo partito. Abbia il coraggio di smettere di accontentare gli alleati di governo Alfano, Formigoni e Schifani e di mettere in campo misure contro la poverta’ e la precarieta’. Convinca il suo governo e il suo partito a farlo e la smetta di fare propaganda. Ci sono tre proposte serie in Parlamento sul reddito minimo. Quella di Sel, una addirittura è del suo partito, e un’altra del M5S. Ci sarebbe  una maggioranza per dare respiro all’Italia anzichè difendere gli interessi di Alfano. Visto che ci sono circa 10 milioni di poveri – conclude Furfaro -  forse è venuto il momento di pensare a loro”.