Cosa ha di ecosostenibile il Solare Termodinamico di Teknosolar?

In una epoca in cui si discute – tanto a livello globale quanto a livello nazionale e locale – della necessità di una netta inversione di tendenza nel rapporto dell’uomo con la terra e l’ambiente in cui vive, il cui paradigma di riferimento cominci finalmente ad essere caratterizzato dalla difesa del suolo, delle sue risorse e della loro tutela, e in una epoca di crisi in cui proprio la tutela e la valorizzazione ambientale, insieme all’incremento di quelle attività che maggiormente ne consentono la valorizzazione, possono rappresentare una nuova opportunità occupazionale, la realizzazione di un Impianto Solare Termodinamico con potenza nominale di 50 MW dotato di 8.640 captatori (specchi parabolici) su di un’area di oltre 225 ettari a fortissima vocazione agricola sembra più una provocazione che altro.
E questo non perché votati alla causa della ‘contrarietà sempre e comunque’ con cui qualcuno vorrebbe leggere il nostro essere spesso in prima fila in difesa delle vocazioni dei territori, della tutela della salute pubblica e dell’autodeterminazione delle popolazioni. Siamo da sempre sostenitori convinti di un modello di sviluppo che faccia della sostenibilità e della rinnovabilità delle fonti energetiche la propria bussola, ed è proprio per questo che non capiamo cosa conservi di sostenibile un impianto come quello descritto sopra e che la Teknosolar Italia2 Srl vorrebbe realizzare nell’agro di Banzi.
Non capiamo come sia pensabile far rientrare nella categoria di opera sostenibile un impianto che sottrarrebbe all’agricoltura 226 ettari di terreno preventivamente impermeabilizzato, così come non capiamo cosa possa avere a che fare con il principio della rinnovabilità delle fonti un impianto che abbisognerebbe di un utilizzo ingentissimo – e nemmeno calcolato per intero ed in modo chiaro nello Studio di Impatto Ambientale presentato dalla società realizzatrice – di acqua che, al pari del terreno, sarebbe acqua sottratta alle attività agricole.
Ci chiediamo – e chiediamo – cosa conservi di sostenibile l’utilizzo di materiali altamente pericolosi – quali i fluidi termovettori che attraverseranno l’impianto per essere riscaldati – qualora, in caso di incidenti, questi venissero riversati nei terreni e nella falda; così come continuiamo a chiederci quale sostenibilità contenga la realizzazione di una linea di alta tensione e relativa stazione elettrica di altissima tensione in territorio di Genzano di Lucania connessa all’impianto, e cosa contenga di rinnovabile quel ‘gas che verrebbe impiegato per non specificate esigenze di continuità e sicurezza dell’impianto’.
Sinistra Ecologia Libertà ribadisce la propria posizione favorevole a forme di produzione energetica da fonti rinnovabili all’interno di un modello si sviluppo ecocentrato, sostenibile e volto alla sufficienza energetica, che abbia a cuore la salute dei cittadini, la salvaguardia presente e futura dei territori, la sostenibilità degli impatti. Non è accettabile che dietro il tema della sostenibilità e della rinnovabilità si nascondano mega progetti che, come cattedrali nel deserto, oggi impattano e domani lasciano desertificazione. È per questo che rimaniamo al fianco delle popolazioni e delle comunità dell’Alto Bradano affinché venga tutelata la loro salute e la vocazione di quei territori. Ed è per questo che presenteremo interrogazione al ministro.
Giovanni Barozzino
Senatore Sinistra Ecologia Libertà

Antonio Placido
Deputato Sinistra Ecologia Libertà