Lampedusa, brucia barcone di immigrati: 82 morti, 250 dispersi. Sel: cosa si aspetta a cancellare la Bossi-Fini?

Naufragio a largo di Lampedusa, nella zona tra la Tabaccara e l’Isola dei Conigli. I soccorritori: “Mancano all’appello 250 persone”. Sull’imbarcazione dove è scoppiato un incendio c’erano almeno 500 profughi. Centinaia in acqua, recuperati finora 82 corpi, due sono bambini. Bilancio destinato a salire. Letta: “Tragedia immane”. Alfano va sull’isola. Napolitano: “Coscienze scosse, rivedere politica dell’asilo”. E l’emergenza non si arresta dopo il drammatico sbarco a Scicli, arrivati ieri 117 siriani a Siracusa.

E’ una tragedia”. Così il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini in seguito al naufragio di un barcone con almeno 500 a bordo (eritrei, somali e ghanesi) avvenuto all’alba di oggi a poche miglia dall’isola. Sono già 82 i cadaveri recuperati e trasportati sulla banchina del molo di Lampedusa. Tra loro anche due bambini e una donna incinta. Ma “il bilancio è destinato a salire”, conferma all’Adnkronos Giuseppe Noto, direttore dell’Asp di Palermo. 151 sono stati messi in salvo. La tragedia è avvenuta nella zona tra la Tabaccara e l’Isola dei Conigli. A bordo del barcone sarebbe scoppiato un incendio, forse dovuto a un corto circuito. Decine e decine di profughi per il panico si sono gettati in acqua, raccontanto i sopravvissuti al naufragio accompagnati, ancora sotto choc, sulla terraferma a Lampedusa. Alcuni dei migranti in mare si sono messi a nuotare per raggiungere gli scogli mentre i pescherecci, che si trovavano nella zona del naufragio dove sono giunte cinque motovedette della Guardia costiera, oltre ai mezzi della Guardia di Finanza, tentavano di metterli in salvo. Una vera e propria catena umana per aiutare gli immigrati finiti in acqua che ancora adesso sarebbero circa 200.

“Ci sono morti ovunque. E’ terribile”. Non riesce a trattenere il pianto uno dei soccorritori che si trova su uno dei pescherecci che stanno recuperando i cadaveri dal mare. “Sono decine i morti, molti galleggiano – dice ancora tra le lacrime all’Adnkronos- Sembra un incubo”.
“L’immane dramma che si è consumata al largo di Lampedusa, le cui già tragiche proporzioni sembrano purtroppo destinate a peggiorare ulteriormente, dovrebbero obbligare tutti a riconsiderare le politiche dell’immigrazione, a livello sia italiano che europeo”, afferma la senatrice Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto-Sel. ”Da anni – prosegue – siamo ancora fermi all’ incivile legge Bossi-Fini e alla bestiale politica dei respingimenti che ha provocato negli anni innumerevoli vittime. Tragedie come questa possono e devono essere evitate. Non basta il lutto. Non ci si può limitare a ipocrite lacrime di fronte a stragi come quella atroce di oggi. Bisogna cambiare subito la Bossi-Fini e – conclude la presidente De Petris – rinnegare una volta per tutte quella politica dei respingimenti che rimarrà come una macchi vergognosa sulla coscienza dell’Italia”.