Alfano e l’ipocrisia di una classe dirigente

Non c’è ritegno, vergogna, imbarazzo per questa classe dirigente. Alfano, uno che ha votato, promosso, difeso e inasprito leggi che uccidono, che non permettono a nessuno di entrare in Italia se non in maniera legale, va alla Camera e dichiara l’Italia “campione d’accoglienza”.

Uno di quelli che assieme alla Lega ha campato in modo vergognoso sulle morti, sul razzismo, sullo straniero come emblema di tutti i mali.

Che ipocrisia. Che ipocrisia continuare a negare che la Bossi-Fini non c’entri. Si nega il significato di una legge che vieta di entrare in Italia a chi scappa dalle guerre come a chi ha due lauree in tasca, a chi fugge dalla miseria come a chi ha i mezzi per sostenersi. Per questo le persone prendono barconi fatiscenti, rischiano la vita. Perché è l’unico modo.

Non solo, se quei barconi hanno un problema in mare la nostra legge stabilisce che devono morire. Perché se un peschereccio si avvicina per aiutarli rischia il sequestro della barca e di finire sotto processo per favoreggiamento di immigrazione clandestina.

Nelle ultime ore, l’orrore nell’orrore: i profughi superstiti sono indagati per il reato di “immigrazione clandestina”. Fatta eccezione per i minorenni, tutti gli altri immigrati, più di cento persone, sono stati iscritti, come prevede la legge Bossi-Fini, nel registro degli indagati per immigrazione clandestina. A darne conferma è il procuratore capo di Agrigento che ha spiegato come si tratti di un “atto dovuto” in base alla legge.

La Bossi-Fini ha una grande responsabilità, quindi. Ma Alfano sorvola, trova alibi e tira in ballo l’Europa.

“Il problema è l’Europa” è il nuovo mantra. Ma chi è questa Europa responsabile di tutti i nostri mali, delle nostre morti, delle nostre politiche? Chi è questa Europa cui una classe dirigente incapace di prendersi le responsabilità scarica tutte le colpe? L’Europa è la Commissione, Consiglio e Parlamento. Tranne l’ultimo, eletto dai cittadini ma anche il più debole, gli altri due organismi, quelli che contano, sono composti dai rappresentati dei governi nazionali.

Se l’Europa è il problema, perché il ministro dell’Interno non ha mai alzato la voce e posto la questione?
Semplice: perché quelle morti hanno fatto comodo fino a quando non si vedevano, fino a quando rimanevano a morire sulle coste di partenza o trattate da schiavi nei Paesi di origine.
Alfano e i suoi riescono a piangere lacrime per i morti solo per finta, quando dovrebbero farlo perché ne sono responsabili.

Marco Furfaro