Abrogare subito la Bossi-Fini! Basta ipocrisie

In Italia ormai da tempo si è diffusa la cattiva abitudine di ragionare sule questioni di fondo partendo dal suffisso “il problema non è questo…”. Qualsiasi emergenza, tema, provvedimento che si discute il problema che lo ha determinato è sempre un altro.
Se si parla di esodati, disoccupati e pensionati il problema non è la riforma Fornero, il problema è un altro. Se si affronta il tema dell’inutilità degli F35, il problema è un altro, se l’economia non riparte il problema non è il decreto del fare, se il Paese è in ginocchio non è colpa delle larghe intese, il problema è sempre un altro! In questi giorni, dopo la l’ennesima tragedia a Lampedusa, il ministro Alfano e i soloni del governo ci dicono che il problema non è la Bossi-Fini, ma il problema è un altro. Noi, invece diciamo, proprio all’indomani del lutto nazionale e nel massimo rispetto per le vittime del barcone incendiato vicino alle coste Lampedusane, che l’attuale legge sull’immigrazione è una grossa parte del problema e il governo deve affrontare immediatamente il tema della sua abrogazione prima che disgrazie di tali proporzioni tornino a ripetersi. Lo dobbiamo alle migliaia di migranti che quotidianamente fuggono da guerre, fame e povertà e transitano nel nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore. Il ministro Alfano ieri in aula, mentre a Lampedusa ancora si contavano e recuperavano i cadaveri, ci ha spiegato che per far fronte all’emergenza immigrazione bisogna rafforzare le frontiere e chiede all’Europa di rafforzare appunto ‘Frontex’. Neanche è stato sfiorato dal dubbio che forse sarebbe il caso di mettere le mani sulla Bossi-Fini. L’unica risposta che il governo ha saputo dare ai tanti disperati che premono per raggiungere l’Europa è traducibile con “Dobbiamo presidiare le frontiere per evitare che i barconi giungano nelle nostre acque, così se moriranno da quell’altra parte non sarà affare nostro!”. In effetti è un ragionamento che fa il paio con le politiche sbagliate di questi anni e le leggi fasciste costruite sull’onda della paura indotta e dell’intolleranza. È inammissibile che in Italia esista il reato di immigrazione clandestina oppure che si possa prefigurare il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina se qualche pescatore, avvistato un barcone con immigrati a bordo, si presta a dar loro soccorso. Per non parlare delle condizioni dei centri di identificazione e permanenza, veri e propri lager dove vengono rinchiusi gli immigrati, in condizioni pessime e senza i servizi minimi necessari. La verità è che la Bossi-Fini nei fatti non permette l’ingresso legale in Italia nè per i rifugiati, nè per chi cerca lavoro, nè per chi ha una laurea in tasca o non possiede nulla. Sono tutti costretti alla clandestinità, a salire su quei maledetti barconi e rischiare la vita. Negli ultimi venti anni sono 25mila le vittime nel Mar Mediterraneo per colpa di quelle norme che il Consiglio d’Europa ha definito sbagliate e controproducenti. Ieri abbiamo rispettato la giornata di lutto nazionale ma contestualmente abbiamo chiesto al governo di agire subito. Chiediamo di abolire la Bossi-Fini, il reato di clandestinità e tutte le norme che limitano la libertà e i diritti dei migranti, chiediamo misure che consentano diverse modalità di ingresso legale nel nostro Paese come ad esempio quello per la ricerca di un lavoro, dobbiamo farci promotori in Europa affinché si costruiscano “corridoi umanitari” per aiutare i migranti in fuga dalla disperazione evitando che i loro sogni si trasformino in tragedie. Chiediamo la sospensione delle “missioni Frontex” e una modifica radicale della convenzione di Dublino affinchè anche l’Europa si assuma davvero le proprie responsabilità e sia permesso a chi entra in Italia di poter andare in altri Paesi. È giunto davvero il momento che l’Italia e l’Europa si aprano all’accoglienza e non contribuiscano con le loro politiche sbagliate e repressive ad essere causa di morte.