Per un reddito minimo garantito

Al campeggio di Tilt, in una bella e partecipata assemblea, abbiamo discusso con i tanti giovani presenti di reddito minimo garantito. Insieme abbiamo analizzato come la tragica condizione economica attuale abbia moltiplicato i già alti livelli di precarizzazione selvaggia e di disoccupazione di massa, soprattutto dei più giovani e di come il reddito può essere una risposta per dare nell’immediato, a intere generazioni, una possibilità di scelta e di rivendicazione di autonomia e futuro. L’introduzione di un reddito minimo garantito può rappresentare uno strumento efficace per contrastare la povertà, promuovere l’integrazione sociale e garantire una qualità di vita adeguata alla dignità delle persone, cosa per altro chiesta dall’Unione europea agli Stati membri con la formula di inserire questa misura pari al 60% del reddito mediano nazionale.
Una forma di reddito minimo garantito può rappresentare un argine al lavoro nero, sottopagato e a tutte quelle forme di schiavitù moderna che negano le singole professionalità e la formazione acquisita da ciascuno. Costituisce, inoltre, uno strumento formidabile nella lotta alla mafia, contribuendo a sottrarre le persone dalla ricattabilità da cui attingono la criminalità e la malapolitica per alimentare quel circuito vizioso che come un virus infetta sistema economico e rapporti sociali. Significa, in sintesi, avere un minimo di strumenti per non vendersi sul mercato del lavoro alle peggiori condizioni possibili.
Permetterebbe a una generazione di compiere scelte non dettate dalla condizione economica della propria famiglia e di avviare un percorso di crescita formativa, professionale e di vita con una minima rete di protezione sociale. Il reddito deve essere visto come un investimento e una possibilità per gli individui di costruire, in maniera responsabile, qualcosa per sé e per la società in cui vivono. Non può essere soltanto una semplice protezione o una misura assistenziale, deve diventare un’opportunità di crescita, sviluppo ed emancipazione. Opportunità oggi negate in particolare a giovani, donne, partite iva, disoccupati, precari e piccoli imprenditori. Può diventare un paradigma per la costruzione di un welfare che includa e promuova.
Per questo abbiamo sostenuto la proposta di legge popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito, che prevede un reddito di 600 euro al mese a tutte le persone inoccupate, disoccupate e precariamente occupate con un reddito personale imponibile inferiore a 7.200 euro. E per questo ci batteremo in Parlamento perché venga approvata e continueremo a sostenere questa battaglia nei territori attraverso iniziative pubbliche e campagne informative.
Noi individuiamo il terreno della precarietà esistenziale come nodo decisivo della crisi occidentale e della società italiana e vediamo nella questione del reddito il perno su cui costruire un nuovo modello di Stato sociale, basato su forti diritti di cittadinanza e un rinnovato diritto del lavoro.
Ciccio Ferrara


Ciccio Ferrara

Napoletano, sindacalista: il tema del lavoro è al centro del suo impegno di sempre. E' il coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà.