Nota sul lavoro parlamentare settimana 6/12 settembre

A cura di Titti DI SALVO


PREMESSA

La ripresa dei lavori della Camera è avvenuta nel vivo della polemica politica sul pronunciamento della Giunta del Senato dopo la sentenza definitiva di condanna di Berlusconi per il reato di frode fiscale. Una polemica politica paradossale che oscura la nettezza di un pronunciamento definitivo della Magistratura, le conseguenze di esso sulla base della Legge Severino – che definisce la decadenza dal seggio del parlamentare condannato a prescindere dai ruoli ricoperti – e cancella nel senso comune il contenuto del reato, appunto la frode fiscale che appare nelle motivazioni dei difensori di Berlusconi totalmente irrilevante.
La sopravvivenza del Governo Letta appare quotidianamente sospesa  e strutturalmente precaria. La motivazione della sua “necessità” per il paese per assenza di alternative, si scontra con l’evidenza della paralisi del Governo stesso sulla crisi e sul declino dell’Italia.
In questo contesto reso ulteriormente confuso dalle dinamiche congressuali del Partito democratico ricomincia l’attività parlamentare con un argomento, l’Istituzione del Comitato per le Riforme Istituzionali, la cui rilevanza viene anch’essa in sostanza oscurata dal clamore delle voci sulla sorti del Governo e di Berlusconi.
Nei giorni successivi si è discusso e votato

- mozione sulla  Siria
- Pregiudiziale di costituzionalita sul decreto sull’Imu
- Relazione sulle variazioni di bilancio
- Ratifica Trattato sulle armi
- Ratifica Convenzione Oil sul lavoro marittimo

1) DISEGNO DI LEGGE PER L’ISTITUZIONE DEL COMITATO PER LE RIFORME ISTITUZIONALI
Sel aveva votato contro la Mozione di indirizzo con cui si è avviato il percorso di riforme istituzionali (vedi Nota della settimana del 27/30 maggio). Non abbiamo condiviso allora né l’enfasi con la quale quel percorso è stato presentato – addirittura  in una prima fase appaltato ad un  Comitato extraparlamentare -né l’urgenza del cambiamento della Costituzione, caricata incredibilmente delle cause della crisi del sistema politico; né la modifica delle procedure prevista dalla Costituzione stessa per la sua revisione -l’art.138 -;né l’individuazione dei capitoli oggetto della possibile revisione: non solo il bicameralismo e il numero dei parlamentari ma anche le modalità di elezione del Presidente della Repubblica.
L’istituzione del Comitato parlamentare per le Riforme è stato il primo atto conseguente alla Mozione d’indirizzo e l’abbiamo contrastato con un lavoro parlamentare puntiglioso, con  la scelta di presentare una Relazione di minoranza in Aula, con la presentazione della Pregiudiziale di costituzionalità e con più di 70 emendamenti sulla composizione e funzione del Comitato.

La presentazione della Pregiudiziale di costituzionalità e la dichiarazione di voto è stata fatta da Gennaro Migliore. Sono intervenuti nella discussione sugli emendamenti Pilozzi (relatore di minoranza) Sannicandro, Melilla, Quaranta, Konbchler.

Tutti gli emendamenti, presentati soltanto da Sel e M5S, compresi  i più scontati come la pubblicità dei lavori del Comitato, sono stati respinti per evitare il ritorno della legge al vaglio del senato, privilegiando dunque, nonostante l’importanza dell’argomento, l’approvazione veloce ad una discussione di merito.
Il M5s ha scelto, come spesso avviene, la strada della rappresentazione spettacolare del proprio dissenso  (la salita sul tetto di Montecitorio) accompagnata da una gestione dell’Aula utilizzata come palcoscenico e da una modalità aggressiva di espressione, particolarmente muscolare  nei confronti del Parlamento e della Presidente della Camera.
Il Regolamento della Camera prevede in questi casi una censura la cui entità deve essere stabilita dall’Ufficio di presidenza e proposta dai Questori della Camera  in un ventaglio che va  da un minimo di 2 a un massimo di 15 giorni: la censura comminata è stata di 5 giorni.
Non è la prima volta che in Aula il M5s si esprime con particolare aggressività. Non è la prima volta che in Parlamento si scatenano gazzare rumorose. E’ la prima volta (per ragioni ovvie) invece che spesso l’aggressività continua via web, in questo caso sul web ufficiale del M5s e si appesantisce di volgarità sessiste tutte rivolte alla Presidente della Camera.
Penso sarebbe un errore non soffermarsi a riflettere sulla modalità scelta dal M5s per  rappresentare le proprie opinioni. E’ sicuramente vero che si tratta di una modalità coerente con  il giudizio di “tomba maleodorante” che Grillo ha più volte espresso sul Parlamento -un giudizio che è ricorso nella storia ed è proprio del populismo di destra-; coerente con “tutti a casa” della campagna elettorale del M5s. Ed è altrettanto vero che la proiezione nel paese della Presidente della Camera come simbolo della buona politica disturba il teorema della irriformabilità del “Parlamento” e nasconde quella rinuncia a mettersi a disposizione del “governo del cambiamento” che ha caratterizzato la presenza dei grillini dall’inizio della legislatura.
Ma l’elemento più stridente è la contraddizione tra il livello di aggressività nei confronti della democrazia rappresentativa e l’aver scelto di esserci in quei luoghi: un po’ come andare sui tetti con l’immunità parlamentare come scudo, a proposito di sensibilità sociale nei confronti della disperazione degli operai sui tetti per difendere il proprio posto di lavoro.
Detto ciò a nessuno di noi sfugge la rottura profonda tra cittadini, partiti e istituzioni e l’obbligo di recuperare autorevolezza alla politica. E altrettanto non ci sfugge come il rispetto delle istituzioni, definito da alcuni parlamentari 5stelle un’ipocrisia, se deve essere sanzionato quando non c’è, non si recupera esagerando i toni e i modi delle sanzioni. A queste riflessioni ci siamo ispirati quando abbiamo concordato sulla necessità di sanzionare i comportamenti, quando abbiamo chiesto al gruppo del M5s di assumere responsabilità rispetto alla violenza sessista postata nel loro sito contro Laura Boldrini, quando ci siamo espressi per ritrovare regole condivise da tutti i gruppi in Parlamento che fossero insieme rispettose del luogo e dei rapporti tra le persone.

2)MOZIONE SULLA SIRIA
La posizione del Governo italiano sulla Siria, illustrata dal Presidente Letta in aula, ci trova sostanzialmente favorevoli. Alla condanna di Assad e di un eventuale utilizzo delle armi chimiche si accompagna la contrarietà a un intervento militare, diretto o indiretto, fuori da una risoluzione delle Nazioni Unite.
In coerenza con queste riflessioni  abbiamo presentato una mozione che ribadisce anche l’indisponibilità da parte dell’Italia di mettere a disposizione le nostre basi militari per interventi di altri Paesi: che la mozione sia stata respinta dalla maggioranza non ci rassicura però sulla coerenza futura degli impegni assunti dal Governo.
In aula è intervenuto Arturo Scotto. La dichiarazione di voto è stata fatta da Claudio Fava.

3)PREGIUDIZIALE SUL DECRETO SULL’IMU
Il decreto che contiene la cancellazione della prima rata dell’Imu sulla prima casa sarà discusso più avanti. Ma nella settimana il M5s ha presentato un pregiudiziale di costituzionalità nella quale ha sostenuto l’incertezza del finanziamento contenuto a copertura della cancellazione e quindi l’incostituzionalità del decreto.
Il gruppo parlamentare di Sel ha votato a favore della pregiudiziale chiarendo le motivazioni del tutto diverse con le quali ha dato il suo voto favorevole.
La nostra opinione è che si tratta di una scelta sbagliata. La nostra contrarietà è dunque di merito e per più ragioni:
-di equità. Nell’Italia diseguale è ingiusto e perfino scandaloso che si usino risorse per cancellare la tassa sula prima a casa a quel 10% di  proprietari dei patrimoni più ingenti  mentre non si trovano le risorse per rifinanziare la Cig in deroga e per risolvere la vergogna degli esodati.
-economiche generali. Servono risorse per investire sulla crescita e per un intervento pubblico che stimoli investimenti privati e crei lavoro. Invece non si procede alla patrimoniale per trovare quelle risorse, ma si rinuncia all’unica forma simil patrimoniale esistente, la tassa sulla casa, spostando il peso fiscale dal patrimonio all’uso dei servizi (taxseRvice) e quindi agli inquilini, la maggior parte dei quali peraltro è giovane.
Per il gruppo è intervenuta Titti Di Salvo

4) RELAZIONE SULLE VARIAZIONI DI BILANCIO
Abbiamo dato un giudizio fortemente negativo sulla Relazione presentata dal Governo e abbiamo presentato una nostra Risoluzione. Infatti, la relazione del Governo di aggiornamento dei dati di contabilità e finanza pubblica è arrivata con colpevole ritardo. I dati testimoniano un ulteriore peggioramento della situazione economica, nonostante il Ministro dell’economia parli di segnali anticiclici e di ripresa. E’ la dimostrazione del totale fallimento delle politiche di austerità portate avanti dal precedente governo e l’inefficacia di quelle del governo attuale. D’altra parte, come ripetiamo da tempo, è impossibile per la natura stessa delle larghe intese, che mette insieme orientamenti politici opposti, assumere scelte incisive per combattere la crisi. E infatti non solo quelle scelte non si fanno, ma nel paese più diseguale d’Europa, per tutelare gli interessi di pochi, si sprecano miliardi per togliere l’unica patrimoniale esistente, quella sulla casa ai possessori di grandi patrimoni.
Nella discussione è intervenuto Giulio Marcon

5)RATIFICA PARLAMENTARE DEL TRATTATO INTERNAZIONALE SULLE ARMI
Il nostro Paese è fra i primi firmatari del Trattato internazionale contro le armi. Nonostante presenti dei limiti, la Ratifica del Trattato, avvenuta giovedì alla Camera, assume grande rilevanza per il contenuto  e perché contribuisce alla sua entrata in vigore a livello internazionale. Infatti perché ciò avvenga sono necessarie le ratifiche da parte di almeno cinquanta paesi.
Questo atto arriva dopo un lungo percorso, grazie anche l’iniziativa delle campagne internazionali per il disarmo, le associazioni pacifiste, le mobilitazioni di intellettuali, artisti, personalità del mondo della cultura e della scienza nonché dell’intergruppo dei parlamentari per la pace. Servirà a limitare il traffico illecito di armi e a promuovere iniziative comuni per impedire la fornitura di armamenti a Paesi che violano il diritto internazionale e i diritti umani (di cui anche il nostro paese è tristemente macchiato).
Nella discussione generale è intervenuto Giulio Marcon .La dichiarazione di voto è stata fatta da Donatella Duranti

6) RATIFICA DELLA CONVENZIONE OIL SUL LAVORO MARITTIMO
La ratifica di questa convenzione doveva essere approvata il 20 agosto 2013, quindi, come spesso accade, il Parlamento non è stato in grado di ratificarla in tempo. Ha l’obiettivo di promuovere condizioni di vita e di lavoro più dignitose per la gente di mare, oltre che condizioni più eque di concorrenza per gli operatori e i proprietari di navi. Disciplina ad esempio le condizioni minime richieste in occasione dell’assunzione; le condizioni di occupazione e i diritti del lavoratore; l’alloggio a bordo, la libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva, l’eliminazione di ogni forma di lavoro forzato od obbligatorio e la discriminazione in materia di impiego e occupazione, nonché all’abolizione effettiva del lavoro minorile.
Il gruppo di Sel ha deciso di astenersi, poiché con la discussione parlamentare al Senato si è deciso di modificare il testo del Governo nella parte che garantiva ai lavoratori stranieri non residenti nell’Unione europea lo stesso trattamento dei lavoratori italiani.
In aula è intervenuto Antonio Placido, la dichiarazione di voto è stata fatta da Giorgio Airaudo.

7)QUESTION TIME
Il question time questa settimana è stato fatto da Ileana Piazzoni su “Misure per contrastare il fenomeno della cosiddetta “povertà sanitaria”

INFINE
Era prevista nella settimana il voto sul disegno di legge sul finanziamento pubblico ai partiti. La discussione generale era già terminata prima delle vacanze, ma nella commissione che istruisce il disegno di legge, non è invece terminato l’esame degli emendamenti. L’esame in commissione di un disegno di legge è una fare tutt’altro che banale. Un esempio a questo proposito è l’emendamento presentato e approvato proprio mercoledì da Sergio Boccadutri di Sel con il quale si vieta la possibilità a una persona che ha subito condanne definitive di finanziare partiti politici! Per questo, cioè perché consideriamo l’istruttoria in commissione un momento importante, abbiamo votato a favore della richiesta di quattro giorni in più di tempo di lavoro istruttorio per arrivare al voto in aula, sapendo che questa scelta sarebbe stata sottoposta  alle critiche del M5S ma sapendo anche che sceglievamo la strada della serietà.