Marchionne, Sel: l’ad di Fiat tira una corda consunta

“Sergio Marchionne torna a tirare una corda ormai consunta e pronta a rompersi definitivamente”. Lo ha detto la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e dei senatori di Sinistra, Ecologia Libertà.L’ad di Fiat ieri aveva sparato a zero sul sistema Italia. “Le condizioni industriali in Italia restano impossibili – ha dichiarato Marchionne – Abbiamo le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque”. Ed ancora: “Se le condizioni in Italia restano come quelle attuali e’ impossibile gestire bene le relazioni industriali e, quindi, anche se ci impegnassimo sugli investimenti sarebbe un impegno vuoto”
Per Sel e la senatrice De Petris “Le sue continue minacce di dover sostanzialmente chiudere gli impianti, perché in Italia è impossibile fare industria, sono diventate un ritornello stonato di chi non solo non ha mai presentato un Piano industriale degno di questo nome, ma anzi ha spostato gli asset strategici della Fiat dove più gli facevano comodo, in Serbia ad esempio. Siamo stanchi della sua incapacità, della sua arroganza, delle sue promesse al vento e di chi se ne frega dei diritti dei lavoratori e della Costituzione. La realtà è che Marchionne vuole abbandonare l’Italia facendosi finanziare la fuga dallo Stato italiano. Mi auguro che il Governo Letta – ha concluso De Petris – non abbia il solito atteggiamento servile e ossequioso che abbiamo visto in tutti questi anni e si decida a farsi sentire con la dovuta determinazione”.
Marchionne ha anche parlato della legge sulla rappresentanza ricordando di avere chiesto “con urgenza al Governo italiano di varare misure che rimedino a questo vuoto ma per ora non vediamo nulla”.  “Stiamo ancora cercando di capire le implicazioni della sentenza per le nostra attività in Italia – ha aggiunto – Stiamo organizzando un incontro con il sindacato, che è al centro di questo contenzioso. Vedremo il risultato”.
Immediata la replica del deputato Giorgio Airaudo di Sel. “Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto l’uso illegittimo da parte di Fiat dell’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, e con l’avvio in commissione lavoro dell’iter della legge sulla rappresentanza il parlamento è attrezzato a legiferare, così come chiesto dalla Corte. Il Governo se vuole può contribuire, e ci fa piacere che Marchionne chieda oggi una legge dopo averne negato la necessità per anni”. L’incertezza del quadro normativo, continua l’on. Airaudo, ad oggi penalizza soprattutto i lavoratori, che non hanno sempre la libertà di scelta e la libertà di decidere sugli accordi che li riguardano. In ogni caso e giusto che entrambe le parti, impresa e lavoro abbiano certezza di diritto. Incertezza del diritto che non riguarda solo l’Italia, prosegue l’esponente di Sel, visto che un giudice americano in Delaware  dovrà stabilire se Fiat pagherà al fondo Veba  fino a tre volte quanto pattuito per acquisire completamente  Chrysler. Oggi nella crisi che colpisce duramente i lavoratori, le loro famiglie e le imprese, conclude Airaudo, serve che ognuno si assuma le proprie responsabilità e dica cosa fa per l’Italia anche la Fiat lo deve fare.