F35, al Senato le mozioni per fermare il programma. Ma il ministero della Difesa annuncia: si va avanti

Mentre l’Aula del Senato sta per mettere ai voti le quattro mozioni presentate sugli F35, in tre delle quali (quella di Sel, del M5S e del senatore Pd Felice Casson) si chiede la sospensione immediata della partecipazione italiana al programma di realizzazione dell’aereo Joint strike fighter – F35, il governo va avanti e annuncia l’avvio del programma.

Vada come vada il voto, il progetto è ormai partito. Per chiarire la posizione dell’esecutivo, sul sito della Difesa ecco l’intervista a uno dei responsabili del progetto, il generale ispettore capo Domenico Esposito. Il senso dell’intervista è assolutamente chiaro. Il governo è e resta “sì” F35 e il 18 luglio, cioè tra tre giorni, prenderà il via l’assemblaggio delle varie parti dell’apparecchio.
La ”linea Faco velivoli – conferma il generale Esposito – sarà regolarmente avviata. Poi seguirà l’assemblaggio ali la cui linea è stata avviata come previsto la scorsa estate”.
E se è vero che la cerimonia di ‘inaugurazione’ era slittata nei giorni scorsi, osserva Esposito, è altrettanto vero che si trattava solo “di un momento celebrativo per le maestranze” che avevano lavorato al progetto.
Con la mozione della maggioranza, quella che porta la firma dei capigruppo Luigi Zanda (Pd), Renato Schifani (Pdl) e Susta (Sc), si impegna invece il governo “a dare impulso, a partire dal Consiglio europeo di dicembre, a concrete iniziative per la crescita della dimensione di difesa comune europea in una prospettiva di condivisa razionalizzazione della spesa; al pieno rispetto di quanto previsto dall’articolo 4 della legge 31 dicembre 2012, n. 244, allo scopo di garantire al Parlamento di esercitare le proprie prerogative”. In particolare, spiega l’Ansa, si chiede “relativamente al programma F-35, di non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito, ai sensi dell’articolo 4 della legge 31 dicembre 2012, n. 244″.