Datagate, si allarga lo scandalo. L’Europa avverte gli Usa: a rischio i rapporti. Sel: il governo spieghi in aula

Rischia di inasprirsi lo scontro tra Stati Uniti ed Europa sulla questione delle cimici nelle ambasciate. La procura federale tedesca si prepara ad aprire un fascicolo d’inchiesta, al momento contro “ignoti”, sulle attività di spionaggio portate avanti dagli 007 di Usa e Gran Bretagna contro la Germania. Sel chiede che il Governo italiano riferisca in aula.
Non usa giri di parole neanche il presidente francese Francois Hollande: lo spionaggio dell’Europa da parte degli Stati Uniti deve cessare “immediatamente. Non possiamo accettare questo tipo di comportamento tra partner e alleati. Gli elementi sono già sufficienti per chiedere loro delle spiegazioni”. Il presidente francese avverte Washington: senza “garanzie”, non ci saranno negoziati sull’accordo di libero scambio tra Ue e Usa. Spiegazioni sono stater richieste anche dall’Italia. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha annunciato che l’Italia ha richiesto chiarimenti e che gli Usa hanno provveduto ad assicurare che ogni chiarimento verrà dato sia all’Ue che agli Stati membri.
Se fosse vero che Washington ha spiato le nostre rappresentanze i rapporti tra Italia e Stati Uniti «sarebbero compromessi» ha dichiarato il ministro della Difesa Mario Mauro. «Se siamo alleati, se siamo amici – ha aggiunto Mauro – non è accettabile che qualcuno all’interno di questo rapporto si comporti come una volta faceva l’Unione Sovietica con i suoi Paesi satelliti».

«Il Governo deve riferire al più presto in Aula sulla vicenda Datagate, spiegando in particolare la posizione dei servizi segreti italiani. Non si capisce davvero cosa altro debba succedere perché l’Esecutivo venga davanti al Parlamento. In questo caso la pratica del rinvio, tanto cara a Palazzo Chigi in questi mesi, non vale». La richiesta arriva dai parlamentari Sergio Boccadutri e Arturo Scotto, deputati di Sel, firmatari di una interrogazione in cui chiedevano quali iniziative avrebbe assunto il Governo italiano al fin di conoscere il livello di coinvolgimento di cittadini ed imprese italiane nel «Datagate» e quali iniziative avrebbe assunto affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e siano regolamentati i programmi di raccolta e gestione dati così da garantire la privacy dei cittadini italiani.
«Ogni giorno emergono aspetti nuovi e preoccupanti. Secondo The Guardian oltre a diverse sedi dell’Unione Europea addirittura l’ambasciata italiana a Washington sarebbe stata tra gli obiettivi dell’attività di spionaggio.
Sono già due settimane che abbiamo chiesto al Governo cosa intende fare sulla vicenda e garantire la privacy dei cittadini italiani. Questo ritardo su una vicenda così delicata, mentre tutto il mondo ne parla – concludono i deputati di Sel, davvero non è spiegabile».
Il segretario di Stato Usa, John Kerry, incalzato dai giornalisti ha provato a minimizzare: «La ricerca delle informazioni sugli altri Paesi non è inusuale». Kerry ha visto la Ashton, capo della diplomazia Ue, ma ha evitato di fare un commento diretto sulla controversia suscitata dallo scandalo delle intercettazioni. Kerry ha sottolineato di non poter commentare le accuse specifiche perché è stato all’estero.
Il programma di sorveglianza della National Security Agency americana si sta allargando a macchia d’olio coinvolgendo ormai quasi tutte le capitali europee. Nel mirino soprattutto le cimici che spiavano anche gli uffici Ue. «Gli alleati non si spiano l’un con l’altro», ha detto il commissario Ue per la giustizia e di diritti umani, Viviane Reding. «Non possiamo intavolare negoziati su un grande mercato transatlantico se c’è anche il minimo dubbio che i nostri partner fanno attività di spionaggio sugli uffici dei nostri negoziatori», ha poi aggiunto, in un comunicato, diffuso dal suo portavoce.
La National Security Agency avrebbe riempito di cimici inoltre le ambasciate dei Paesi più che amici dell’Ue, tra cui l’Italia, sia a Washington che nella rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite a New York. E’ quanto rivela il Guardian, dopo che è stato costretto a ritirare l’articolo contenente le presunte rivelazioni di una seconda talpa della Nsa che accusava l’Italia e altri sei Paesi Ue di essere conniventi con gli Usa. L’operazione nome in codice ‘Dropmire’, secondo quanto emerge da una nuova tornata di file segreti rivelati dalla talpa dello Nsagate, Edward Snowden, prevedeva di violare 38 obiettivi negli Usa, a partire dalle missioni Ue a Washington e New York. Per quanto riguarda l’Italia la Nsa usava il come in codice “Bruneau” per rifersi all’ambasciata a Washington e “Hemlock” per la rappresentanza al Palazzo di Vetro. Ma ad essere spiate erano anche le legazioni di Francia (rispettivamente citate come “Wabbash” e Blackfoot”) e Grecia, oltre a quelle di Giappone, Messico, Corea del Sid, India e Turchia. La lista fornita da Snowden, che risale al 2010, non cita le legazioni di Gran Bretagna – considerato il primo alleato degli Stati Uniti – ma neanche della Germania, Paese invece particolarmente ‘spiato’ dagli 007 della Nsa.