Caso kazako, il consigliere diplomatico al Viminale non sapeva nulla. Si dimette il capo di gabinetto Procaccini

“Oggi nel question-time in commissione Esteri sull’affaire Shalabayeva, cui ha partecipato il viceministro Lapo Pistelli, abbiamo appreso che il consigliere diplomatico presente al Viminale, la cui identità non è stata rivelata,
non era stato per nulla informato che in quelle ore si decideva sull’espulsione della Shalabayeva e della sua bambina Alua e il loro rimpatrio in Kazakistan”. Lo afferma il deputato Arturo Scotto, capogruppo Sel in Commissione Difesa.
“Episodio singolare e allo stesso tempo inquietante. L’ennesima riprova, continua l’on. Scotto, del cortocircuito che si é determinato tra Farnesina e Viminale nel corso di una nottata in cui l’Italia ha perso se stessa.  Abbiamo appreso inoltre che il volume degli scambi commerciali tra Italia e Kazakistan ammonta a cinque miliardi e mezzo annui. Non poco. Ci auguriamo, conclude l’on. Scotto, che l’eccesso di zelo con cui sono state rimpatriate la donna e la bambina non sia legato a interessi di tipo economico. Anche perché i diritti umani non sono negoziabili”.
Intanto sul caso Shalabayeva cadono le prime teste: si è dimesso il capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini. Il prefetto avrebbe consegnato, già lunedì sera, una lettera al ministro dell’Interno in cui spiega le motivazioni della decisione.  Il prefetto Procaccini è capo di Gabinetto del ministro dell’Interno dal 2008, quando alla guida del Viminale c’era Roberto Maroni; il prefetto viene poi confermato al suo posto sia da Anna Maria Cancellieri che da Angelino Alfano. A maggio scorso, Giuseppe Procaccini era tra i più accreditati per la poltrona di capo della polizia, dopo la morte di Antonio Manganelli. Dopo quella di Procaccini restano in bilico altre posizioni nella linea di comando del Viminale, e non solo, sul caso Shalabayeva.
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano riferirà oggi alle 18 nell’Aula del Senato sul caso Ablyazov.  Venerdì l’aula discuterà la mozione di sfiducia presentata da Sel e M5S.