Million Marijuana March 2013, dal 2 al 4 maggio a Roma: stop al proibizionismo, sabato la marcia


“Tanta galera per noi moltissimi, miliardi di euro per loro pochissimi”, questo lo slogan principale della Million Marijuana March 2013.  Il riferimento è ai numeri, come si legge sul sito ufficiale dell’evento: “Più di 120 mila persone arrestate negli ultimi sette anni grazie alla legge Fini/Giovanardi, più  di 22 milioni di piante di canapa sequestrate solo nel 2012, annualmente un numero imprecisato di miliardi esentasse finiti nelle casse delle narcomafie”.  

”Stop alle persecuzioni per i consumatori di cannabis, accesso immediato all’uso terapeutico per i pazienti e diritto a coltivare la pianta liberamente”. Sono queste le richieste che gli organizzatori della Million marijuana march rivolgono all’Italia e al mondo. L’appello è  stato lanciato oggi durante una conferenza stampa alla Camera, promossa per presentare una tre giorni di iniziative contro il proibizionismo che si terranno a Roma e che culmineranno sabato con una marcia. Alla presentazione alla Camera hanno partecipato Annie Machon (Uk), consiglio direttivo Leap (Law Enforcement Against Prohibition – Forze dell’ ordine contro il proibizionismo);  Joep Oomen (Belgio), coordinatore Encod (Coalizione europea per politiche sulle droghe giuste ed efficaci) e membro del cannabis social club Trekt Uw Plant (Anversa); Gennaro Migliore, capogruppo SEL alla Camera; Luigi Saraceni, avvocato; Alberto Sciolari, vicepresidente PIC (Pazienti Impazienti cannabis). Il Global Marijuana March è inoltre conosciuto con il nome di Million Marijuana March. La prima edizione si tenne nel 1999. Da allora sono state 714 le città che hanno aderito a questo evento, appartenenti a 63 nazioni diverse.
Secondo gli organizzatori dell’evento ”il proibizionismo è  una sconfitta dello Stato, che produce forza lavoro ed entrate economiche per le mafie, un danno all’evoluzione della ricerca medica, una perdita di possibili entrate nelle casse del bilancio pubblico in un momento di crisi”. ”Le narcomafie si arricchiscono grazie al proibizionismo – ha sottolineato uno degli organizzatori, Alessandro Buccolieri – gli effetti della Fini-Giovanardi sono devastanti: decine di migliaia di persone per bene sono finite in galera solo per aver coltivato questa benefica pianta”.  ”Se Berlusconi invece di produrre la Fini-Giovanardi avesse favorito esperienze come i Cannabis social club, luoghi in cui si coltivano piante in quantità  limitata, in modo biologico e per uso personale, ci sarebbero stati anche più posti di lavoro, ma gli interessi delle narcomafie purtroppo vengono sempre prima”. ”A causa del proibizionismo si arricchiscono i gruppi terroristici – ha concluso Annie Machon, membro del Consiglio direttivo delle Forze dell’ordine contro il proibizionismo del Regno Unito – se si può controllare il mercato, ora illegale, della cannabis si riduce il danno, si proteggono le persone e c’è  un ricavo dalle tasse”
Far abrogare la Fini-Giovanardi è l’obiettivo di Sinistra Ecologia Libertà.  Nel frattempo però, ha assicurato il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore, ”a breve presenteremo un articolato per modificare il testo unico sulle droghe”. Tra i punti principali del progetto di legge la ”modifica delle pene previste per la detenzione di cannabis”. Tra le altre modifiche, ha aggiunto il deputato di Sel, Daniele Farina, durante una conferenza stampa alla Camera, anche ”la non punibilità  per le coltivazioni di canapa a uso personale”. Apprezzamenti per l’iniziativa di Sel sono arrivati anche da Adriano Zaccagnini, deputato del Movimento 5 stelle: ”Sottoscriverermo  l’articolato di Sel, punto da cui partirà  il nostro approfondimento sul tema. Queste sostanze naturali sono state utilizzate per centinaia di anni, è paradossale che siano diventate illegali”
Tra tutte le città coinvolte, anche Roma si prepara quindi ad accogliere la manifestazione con un programma ricco ed intenso a cominciare dalla marcia del 4 maggio dalle ore 16:00 in Piazza dei Partigiani  fino a tutta una serie di conferenze, tavole rotonde, proiezioni ma anche feste, musica e una singolare degustazione di un’ apericena tutta a base di canapa. Un evento “dedicato a tutte le vittime del proibizionismo e in particolare Aldo Bianzino, di cui esigiamo la riapertura del processo per omicidio”, continua il comitato organizzativo. Un evento celebrativo e di festa, dunque, ma anche fortemente legato a una rappresentazione sociale.  Sempre dagli organizzatori della così detta “MMM” arriva infatti anche la comunicazione che non saranno ammesse alcune forme di espressione legate a partiti politici, come ad esempio bandiere o striscioni, proprio per significare l’assoluta assenza di riferimenti di partito (qualsiasi) all’interno dell’iniziativa.
In tutto il mondo crescono i movimenti e le iniziative per il superamento delle proibizioni sulla coltivazione e sull’uso di cannabis; negli Stati Uniti, con due referendum, nel novembre scorso, è stata votata la legalizzazione del possesso e della vendita. In molti Parlamenti latino americani sono in discussione leggi sul tema, e manifestazioni popolari si svolgono in quei paesi che più hanno sofferto per la “guerra alla droga”, lanciata da Nixon ormai 50 anni fa, come Colombia e Messico. L’Uruguay sta per approvare una legge che prevede la vendita pubblica della cannabis.