Aborto, legge 194 ha 35 anni ma poco rispettata: 70% medici sono obiettori. Mozione di Sel per rispetto norme

La legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) compie 35 anni ma, ad oggi, è ancora “largamente disapplicata” in varie zone del Paese, complice soprattutto l’alta percentuale di medici obiettori di coscienza che, in alcune aree, sfiora il 70% del totale. La denuncia arriva da Sel che, per questo, ha presentato una mozione alla Camera che impegna appunto il Governo a garantire la «piena applicazione della legge su tutto il territorio nazionale».

«Chiediamo – ha spiegato la deputata di Sel Marisa Nicchi nel corso di una conferenza stampa alla Camera – la piena applicazione della legge a 35 anni dalla sua approvazione. Con la 194 il tasso di abortività in Italia si è dimezzato, ma ci sono ancora seri problemi di applicazione delle norme a partire dall’articolo 9 della legge riguardante l’obiezione di coscienza dei medici». L’obiezione di coscienza, ha  sottolineato la deputata, «deve cioè essere individuale ma non ‘di struttura’, poiche’ la legge dice chiaramente che va comunque garantito alla donna il diritto di ricorrere all’Ivg. Ciò, però, non avviene». Da qui, sottolinea Nicchi, la decisione di «presentare una mozione perchè l’articolo 9 della legge venga applicato correttamente, senza mettere in discussione il diritto di scelta delle donne». Un questione allarmante dal momento che, rivela, «oggi in Italia 7 medici su 10 sono obiettori».
Da Sel, quindi, la richiesta al ministro della Salute affinchè “garantisca che ogni struttura ospedaliera, pubblica o convenzionata, applichi la legge garantendo un’adeguata presenza di personale medico non obiettore”. Nella mozione presentata da Sel anche la richiesta che il Governo si attivi affinché l’Ivg farmacologica, con l’utilizzo della pillola RU486, “possa essere praticata in regime di day hospital, che non comporta maggiori rischi per la salute e costa meno”, regime già applicato in molti altri paesi europei.