Boldrini: la rivoluzione vera è mettere le donne al centro della società

«Il vero cambiamento ci sarà quando le donne saranno messe al centro della società: quella sarà la vera rivoluzione culturale». La presidente della Camera Laura Boldrini, decide di intervenire nel dibattito pubblico con un’intervista al Sole 24 Ore, per rilanciare la questione femminile.
«Bisogna aiutare le donne a uscire dalla condizione di subire la violenza in silenzio – afferma la terza carica dello Stato – potenziando le case-famiglia e i centri di ascolto,
ma è altrettanto importante rilanciare l’occupazione femminile sia perché una donna che ha un proprio reddito è più libera sia perché, più in generale, la percentuale delle donne che lavorano o che sono in cerca di lavoro è del 54%, la più bassa d’Europa. E quando le donne lavorano, la produzione aumenta».
Poi Boldrini sposta lo sguardo sull’attività politica e in particolare sui primi passi mossi dalla Camera che presiede. «Sto portando avanti il mio impegno alla Camera ad un ritmo sostenuto: in 18 giorni abbiamo fatto cinque riunioni di capigruppo, quattro dell’Ufficio di presidenza e sette sedute d’aula», dichiara Boldrini. «Vista la situazione economica ho pensato che non potessimo essere impermeabili ai bisogni dell’economia reale e perciò è nata la commissione speciale con il compito di valutare la relazione del Governo in vista dello sblocco, quanto prima, di 40 miliardi di debiti della P.A.».
Quanto alle commissioni permanenti, «ho sollecitato i gruppi a mandarmi i nomi dei deputati, ma non è stato sciolto il nodo’ sulla loro costituzione prima o dopo la nascita del nuovo governo. Per la presidente della Camera “i cittadini devono potersi innamorare delle istituzioni e le istituzioni devono rendersi amabili». «Se vogliamo che i giovani guardino alla politica con altri occhi, la politica deve essere lo strumento per farsi carico dell’interesse comune. E, in nome di questo, deve cercare la sintesi anche tra interessi contrapposti, che – evidenzia – non deve necessariamente essere considerata sinonimo di inciucio, ma espressione del l’esercizio del potere».