Vendola: passaggio molto stretto. Serve una maggioranza per il cambiamento

Una terza via tra un governo di Pier Luigi Bersani e il ritorno obbligato alle urne. Nichi Vendola ha parlato, al termine della della direzione di Sel – aggiornata a lunedì prossimo – della necessità di una “maggioranza per il cambiamento. Il passaggio è molto stretto – dice – ma tutto ciò che andasse nella direzione opposta sarebbe drammatico per il Paese”. Dalla notte di lunedì si inseguono formule, si azzardano soluzioni: “Se dovessi utilizzare un’espressione parlerei piuttosto di un ‘governo di anti-tecnici’, ossia non un governo eterodiretto dalle lobbie economico finanziarie ma un esecutivo di personalità che incarnino, nella loro biografia, quel sentimento di protezione dei beni comuni. Personalità – conclude Vendola- e un programma che parlino al Paese”. “Bersani deve fare la prima mossa – ha proseguito il governatore della Puglia – e gli suggerisco di presentarsi con un programma che parli al Paese e con una squadra di governo che possa stupire”
Ma incomincia a farsi strada anche una ipotesi è di un ‘piano B’ per uscire dall’impasse del dopo-voto, individuando un ‘profilo civico elevato’ che possa guidare un governo e ottenere l’appoggio anche dei parlamentari del 5 Stelle. Del resto durante la direzione nazionale si è discusso  proprio di questo: della necessità di una soluzione. “L’alternativa non è o Bersani o il voto anticipato, non è ‘Bersani o morte’: si può individuare una personalità di altissimo profilo”, che non sia un tecnico ma una figura di primissimo piano, che possa formulare una piattaforma che tenga conto anche delle istanze sostenute dai grillini.
Nel corso della direzione di Sel si è stato fatto anche un esame del voto del 24 e 25 febbraio: sarebbe emersa, tra l’altro, una buona dose di autocritica nel modo in cui è stata affrontata la campagna elettorale. “Moltissimi dei temi e delle parole d’ordine che fanno parte del vocabolario di Sel fin dalle origini, come il reddito di cittadinanza o la riduzione delle spese militari – è la spiegazione -  sono state fatte proprie da Grillo e percepite come rivendicazioni del Cinque Stelle”.