Tunisi, dal forum sociale un messaggio chiaro al mondo: siamo pronti a lottare


Apre il XIII forum mondiale e il segnale che lancia è molto chiaro: sarà un nuovo inizio. Sembrerà strano ma dopo aver frequentato diversi forum la sensazione che si prova qui a Tunisi è che credere che questo appuntamento sia superato e sbagliato. Lo si capisce subito all’assemblea delle donne che ha dato il via ufficialmente all’evento. Una assemblea ricca di colori, suoni e musiche (per noi occidentali incomprensibili) hanno saputo trasmettere alle centinaia di persone assiepate nell’aula dell’università El Manar un messaggio chiaro: questa parte del mondo, e questa altra metà del mondo intende essere protagonista.
Donne da tutte i continenti ma con una maggioranza dai paesi africani e del Maghreb hanno dato l’impronta a questo forum.
assemblea delle donne – apertura WSF



L’assemblea si è aperta con i canti berberi, canzoni sincopate, come il rap afroamericano qualcuno in sala ha battezzato il nuovo “rap dal Sahara”. Parlano di Palestina, della condizione delle donne, della violenza dei dittatori, della mancanza di diritti. Le donne sono le protagoniste di questo nuovo inizio. A differenza del passato dove i nei forum si parlava di loro, si discuteva del velo e delle regole della società, qui sono loro che vogliono dettare l’agenda. Donne velate, donne in minigonna, si sono riconosciute in una lotta comune. La prima a parlare dal palco è una donna tunisina che parla della femminizzazione della povertà, di come la violenza contro le donne sia diventata un’arma di guerra per cacciarle dagli spazi pubblici. Chiede che i diritti che le riguardano devono entrare nella costituzione, una costituzione che molti oggi contestano. Poi in sequenza le parole delle donne che arrivano dal mondo: dall’Egitto, dal Brasile, dal Messico, dalla Polonia, dalla Francia. Oltre ai diritti urlano che serve la solidarietà internazionale per combattere le politiche liberiste del Fmi e della Banca Mondiale. Le donne dell’Africa raccontano le loro storie fatte di piccole grandi battaglie. Una donna dal Senegal racconta la sua battaglia che ricorda quella di Rosa Parks, l’afroamericana che lottò contro la segregazione americana. Anche la donna senegalese ha dovuto lottare per ottenere il permesso a sedere nei posti davanti di un autobus e alla fine ha vinto.  Difficile per noi occidentali seguire tutta l’assemblea, ogni intervento è continuamente interrotto da canti, slogan, urli. Ma quello che comprendiamo è che c’è energia, forza, rabbia nelle parole che pronunciano.
apertura WSF

Questo forum mondiale è veramente un piccolo miracolo. E’ la prima volta che un incontro mondiale viene organizzato senza soldi, senza sponsor, senza aiuti governativi. Quello che sta accadendo a Tunisi è merito della fatica e della volontà del solo forum sociale tunisino e del Maghreb che con volontari (il 99% dei presenti nel campus) e con i pochi soldi a disposizione, tra cui molti arriveranno solo a forum concluso, sono riusciti a mettere in piedi più di 400 incontri, accogliere migliaia di persone e organizzare il tutto. Se si considera che questo avviene in un paese che fino a poco tempo fa se 30 persone si riunivano rischiavano di finire in galera si può capire lo sforza fatto. Ce lo racconta Raffaella Bolini coordinatrice degli italiani e una delle coordinatrici mondiali dei social forum alla riunione della delegazione italiana «Possiamo già dire che l’avvio di questo Forum Sociale è un successo, anzi un miracolo. I Forum non sono più una novità, un fenomeno di moda, la faccia buona della contestazione no global che i governi locali e nazionali e le più ricche Ong mondiali facevano a gara a sponsorizzare.
Proprio in questi ultimi anni, mentre la crisi ha polarizzato le tematiche e le intuizioni dei movimenti rappresentati nel Forum Sociale Mondiale, abbiamo perso sostegni e finanziamenti. Questo appuntamento di Tunisi è stato costruito con l’impegno volontario, al quale ha fatto poi seguito un appoggio da parte delle istituzioni tunisine”.
In risposta è arrivata un buona mobilitazione internazionale. Da 125 paesi delegazioni di sindacati e società civile, singoli e rappresentanti di Ong sono arrivate. Un’altra differenza rispetto ai forum passati l’organizzazione dei seminari. Nessuno deciso dall’alto, ma macrotemi generati dall’aggregazione delle diverse associazioni e organizzazioni prsenti. E cos’ c’è molta attesa per le assemblee dedicate alla situazione del Magreb dove saranno presenti, assicurano gli organizzatori, tutte le anime della lotta. E qualcuno annuncia anche possibili scintille.
Altre aree macrotematiche che saranno al centro del forum: Clima, Migranti, Donne e Palestina.

apertura WSF – manifestazione in città
Nel pomeriggio, rispettando questa volta la regia dei precedenti forum, la manifestazione di apertura. Migliaia di persone hanno sfilato per la città di Tunisi. E anche qui ognuna ha voluto mostrare la loro identità sventolando le loro bandiere, cantando le loro canzoni, ballando le loro musiche. In testa al corteo le madri, le mogli, i padri delle vittime della repressione della primavera araba tunisina.
Dobbiamo segnalare l’assenza, anche questo in controtendenza con il passato, della rappresentanza dei partiti politici di sinistra. Presente, e ne va dato atto, una delegazione del Pcf francese ed esponenti Sinistra Europea, con la presenza di numerosi parlamentari.
Appuntamento finale allo stadio per il concerto dell’ex ministro della cultura brasiliano Gilberto Gil.