Sel si presenta in Parlamento: otto proposte di cose da fare. Dalla legge sulla corruzione ai matrimoni gay


Una conferenza stampa “eccentrica”, per dirla con Vendola. Paradossale. Sicuramente fuori sincronia rispetto a quel che accade dieci, quindici metri più in là. E’ il primo incontro dei parlamentari e senatori di Sel con i giornalisti alla Camera. E’ il loro primo incontro ma è anche
il primo in assoluto di tutti i gruppi politici. Serve a presentare le primissime iniziative parlamentari: dalla legge contro la corruzione alle misure per ripristinare quella norma (abrogata dal governo Berlusconi) che mette fuori legge le dimissioni in bianco (lettera di dimissioni che soprattutto le lavoratrici sono state costrette a firmare pur di strappare un contratto a termine). E poi le misure per dare continuità al referendum sull’acqua pubblica, fino alle norme per sancire, finalmente, il diritto al matrimonio per le coppie gay. Per arrivare alla mozione per togliere definitivamente di scena il capitolo degli F35.
Ma la definizione di “eccentrica”, “paradossale” si spiega se si pensa a tutto ciò che circonda questa sala dove i deputati e i senatori di Sel incontrano la stampa. Tutto intorno, infatti, è un brulicare ininterrotto di giornalisti, cameramen, direttori e registi. Un andirivieni continuo che si interrompe solo quando si formano piccoli capannelli di persone. Dove deputati, giornalisti e quant’altro discutono sugli scenari prossimi futuri. A cominciare dall’elezione dei Presidenti delle due Camere. Tanto più dopo la fumata nera del primo giorno della nuova legislatura.
Un caos condito con una curiosità ossessiva. Di tutti verso i grillini ma anche dei grillini verso tutti gli altri. Con questi ultimi, i deputati a 5 Stelle, che occupano per intero la scena. Rivelando molte ingenuità, svelando una sorta di disagio a cospetto “delle stanze del potere”. Ma anche, in molti casi, giocando a fare gli smarriti, i “fuori posto”. Come del resto, impongono i cliché decisi dai media.
Insomma, tutto attorno c’è quella che sempre Nichi Vendola descrive come la “fotografia” della difficile situazione politica. Dove molti, tanti, sembrano appassionarsi solo alla ricerca di una soluzione per sciogliere la matassa. “Come se nei capannelli trasversali del Transatlantico si confrontassero due ricerche antropologiche: quella di tutto il mondo che cerca di scoprire e analizzare cosa siano davvero i grillini, e quella dei grillini che cercano di capire e analizzare il resto del mondo”.
Ecco perché la conferenza stampa sembra davvero eccentrica. Perché in questa situazione, davanti a questo caos, i gruppi parlamentari di Sel hanno scelto di ripartire da altro, dalle cose. Dalle cose da fare. “E vogliamo farlo con pedanteria”, dice sempre Vendola. Perché tutto, ma proprio tutto-tutto, fa capire che questo paese è allo stremo. E non ci sono mesi di tempo. Anche tre mesi possono diventare troppi se si fanno i conti con le risorse che mancano per finanziare la cassa integrazione in deroga. Soldi che se non si trovano getteranno sul lastrico un altro mezzo milione di persone.
Scelta controcorrente, allora, quella di Sel. Introdotta da Gennaro Migliore (nuovo capogruppo di Sel; i gruppi si formeranno ufficialmente martedì ma le votazioni ci sono già state). Che elenca i provvedimenti già depositati. Firmati dai capogruppo ma anche da tanti altri deputati. Provvedimenti che nascono dal confronto che in questi mesi ci sono stati con le associazioni, con i gruppi, coi movimenti sociali. E una delle prime “urgenze” è la riscrittura delle norme anticorruzione (c’era un impegno preso da Sel con Libera in questa direzione), la reintroduzione del falso in bilancio. E poi, si è detto, la reintroduzione della legge 188 del 2007 che fu elaborata, fra gli altri, da Titti Di Salvo (che ora è vicecapogruppo di Sel) e che fu abolita dal governo Berlusconi. In parte reintrodotta dal governo Monti. Ma appunto, solo in parte. “Noi ripartiamo da quella legge – dirà Titti Di Salvo – per impedire che le donne debbano firmare una lettera di dimissioni in bianco al momento delle assunzioni”.
E ancora: Migliore parla della norma che dovrà consentire il matrimonio fra individui dello stesso sesso. Un altro impegno preso in campagna elettorale con le associazioni che da anni – da decenni – si battono su questo tema.
E ancora: già al primo giorno della nuova legislatura, sono state presentate altre misure per dare seguito ai risultati del referendum sull’acqua pubblica. “Non per mettere il cappello su un movimento che c’era prima e al di là di noi – aggiungerà Migliore – ma perché crediamo che vada valorizzato il rapporto con la società civile organizzata”.
Non è finita. E’ già pronto un insieme di disposizioni raggruppate sotto un titolo atipico: la tutela della bellezza e la salvaguardia del paesaggio. Un cambio di rotta dopo una campagna elettorale “segnata dal condonismo berlusconiano”.
Ultima, fra le primissime: la presentazione di una mozione per chiudere definitivamente la vicenda degli F35. Così come richiede da tempo il movimento pacifista. E una volta tolti di mezzo quegli inutili e costosissimi aerei da combattimento, spostare le risorse per un piano straordinario di manutenzione delle scuole e del territorio.
Tutto ciò riguarda solo queste ore, le prime della nuova legislature. Poi, Sel si farà in qualche modo portavoce – sostenendole – delle proposte di legge popolare, quelle che si dovrebbero discutere in Parlamento una volta raccolte 50 mila firme. E si sta parlando del reddito minimo (“perché nessuno resti senza sostegni”) e quella sulla cittadinanza ai figli di migranti nati in Italia.
Cose da fare subito. Ora. “Senza aspettare l’ora X”, taglia corto Vendola. Impegnati, ovviamente, a discutere, se esistono, dei ristretti margini di mediazione sulle vicende istituzionali. Ma attenti a “non astrarsi dai sentimenti di un paese” che è ad un passo dal collasso. Attenti ai contenuti, soprattutto ai contenuti, per dirla con Loredana De Petris, nuova capogruppo al Senato.
Eccola la conferenza stampa “eccentrica”. Ma il clamore dei capannelli lì appena fuori dall’aula si riverbera anche qui dentro. E le domande dei cronisti sono per lo più sulla situazione politica. Una è esplicita: cosa vi piacerebbe che accadesse? Vendola non si sottrae. E dice: “L’auspicio è che si possa determinare una scelta del centrosinistra in favore di un candidato del Movimento cinque stelle”. Una scelta senza contropartite, “un atto di generosità”.
Finisce così. Fuori, fuori dal Parlamento stazionano una cinquantina persone. Mostrano cartelli con sù scritto: “No agli F35”, “Acqua pubblica” e “No Tav”. Sventolano bandiere del movimento di Grillo. Ma ogni tanto qualcuno di loro grida: “Tutti a casa”. Situazione paradossale.