Sel si impegna per profondo e reale cambiamento




In questi giorni alcuni commentatori, non certo autorevoli se si considera che si cimentano nel proporre soluzioni politiche (?) ad una situazione che grandemente hanno contribuito a produrre, si avventurano nella interpretazione dei risultati elettorali. Contrariamente a quanto sostenuto da molti, il centrosinistra, ormai è chiaro, non ha vinto queste elezioni.
Non le ha vinte a livello nazionale. Non le ha vinte a livello regionale. In Basilicata, infatti, con poco più del 34% alla Camera, il centrosinistra è maggioranza relativa e ottiene il peggior risultato di sempre. Grillo è il secondo partito ad un soffio dal PD. Chi prova ad offrire soluzioni che solo in parte e con concessioni quasi di facciata tengono conto della imponente domanda di cambiamento che viene dalla società e dall’elettorato, forse non ha ben chiaro che queste elezioni politiche hanno rappresentato una rivoluzione copernicana nello scenario politico-istituzionale italiano. Forse non ha ben chiaro che niente più sarà come prima. Il centrosinistra a livello nazionale e regionale si trova, quasi costretto, a dover fronteggiare un malcontento sociale ed una rabbia che si sono tradotte in un consenso senza precedenti e uniforme su tutto il territorio.
Quando diciamo “il centrosinistra”, ci riferiamo alla coalizione che ha ottenuto un voto in più delle altre a livello nazionale e che sta governando a livello regionale con un originario importante consenso che le è derivato dalle elezioni del 2010. Quelle elezioni sembrano ormai lontane anni luce. Quelle elezioni hanno rappresentato il tentativo tanto ottuso e poco lungimirante quanto solo parzialmente riuscito della progressiva cooptazione di pezzi di centrodestra all’interno della coalizione maggioritaria.
Oggi quello scenario si è completamente rovesciato. Il centrosinistra riesce ad essere maggioranza relativa grazie al nostro partito che in Basilicata ottiene il miglior risultato della sua pur breve esistenza e il secondo a livello nazionale.
Questo risultato è il frutto dell’impegno dei candidati e di un metodo nella loro individuazione che ha provato a rafforzare il concetto di partecipazione e che ha tenuto conto di importanti battaglie del territorio, le quali hanno avuto una valenza nazionale.
Nemmeno la prima Sel del 2009, presentatasi alle elezioni europee assieme ai socialisti, aveva ottenuto un suffragio elettorale simile, e ben poco lusinghieri in senso assoluto erano state le elezioni regionali. Certo si tratta eminentemente di un voto politico ma non può non essere considerato che il voto del nostro partito è il secondo dopo la Puglia di Nichi Vendola, che per ragioni peculiari rappresenta una vicenda a sé stante, e pari al doppio del 3% nazionale. Il 6%, o quasi, raggiunto alla Camera è anche la conseguenza del lavoro del gruppo dirigente territoriale, dei circoli e di quei compagni e quelle compagne che realmente si sono impegnate nella campagna elettorale. È un risultato tanto più incoraggiante quanto più si considerino le poche risorse e il fatto che, nel malcontento e nella protesta generale, se si esclude Grillo, Sel è l’unico partito che non solo regge ma incrementa i suoi consensi. È la conseguenza di importanti battaglie che hanno caratterizzato il partito territoriale, se si pensa alla raccolta delle firme per una proposta di legge regionale sul reddito minimo garantito come misura universale.
Certo non è stato un suffragio omogeneo sul tutto il territorio e infatti ci sono zone in cui il partito ha tirato più che in altre e tuttavia si riscontra un aumento dei consensi in zone in cui Sel era scarsamente radicata.
Quel che è certo, dopo queste elezioni, è che il voto politico richiede un cambiamento radicale del centrosinistra regionale e rende urgente una profonda revisione del quadro politico che ha retto questo primo scorcio di legislatura regionale. Il consenso ottenuto da alcuni partiti, ormai sovra-rappresentati nell’esecutivo, non può non essere tenuto in considerazione per un rilancio della azione di governo, ormai non più procrastinabile a tutti i livelli.
Anche in Basilicata questo scenario può cogliersi in tutta la sua dirompente portata. Il voto impegna le istituzioni e il centrosinistra lucano in una riflessione profonda su se stesso e sulla sua capacità di governo di una fase di crisi terribile e senza precedenti nella storia repubblicana.
Sinistra Ecologia Libertà intende impegnarsi per un profondo e reale cambiamento che tenga conto del voto di protesta espresso partendo dalla propria rappresentanza e valorizzando il consenso che le è stato tributato.

Lina Grosso
coordinatrice  provinciale Sel, Federazione di Potenza

Antonio Placido 

Giovanni Barozzino