Da Seattle alle primavere arabe, il Forum Sociale mondiale al via a Tunisi


Sono passati 14 anni dal primo appuntamento mondiale che incominciò a farsi conoscere come Social Forum mondiale. Da Porto Allegre dove si è svolta la prima edizione nel gennaio 2001 e la seconda del 2002 e la terza del 2003 si sono succedute le edizioni di Mumbai, e quelle nel gennaio 2006 a Caracas (Venezuela) e Bamako (Mali) e nel marzo 2006 a Karachi (Pakistan). Poi in Kenia a Nairobi nel 2007, nuovamente in Brasile a Belem nel 2009 e nel Senegal a Dakar nel 2011. Il prossimo 26 marzo l’appuntamento si ripete a Tunisi nel campus dell’Università Al Manar.

Centinaia di associazioni, sindacati, Ong, reti e collettivi si sono dati appuntamento nel paese nordafricano per discutere e fare proposte sui temi più vari, ma tutti vitali e essenziali per la vita del mondo. La prima attività del Forum è prevista per la mattina del 26 aprile con l’assemblea delle donne, quindi nel pomeriggio la manifestazione di apertura nel centro della città ed alle 19,30 il concerto di Gilberto Gil.
A Tunisi sono attese 70 mila persone provenienti da 125 paesi. Ma il clima non  dei più tranquilli considerando che si svolge in una delle capitali della primavera araba e il momento è delicato. Ma proprio per questo gli organizzatori si sono fatti in quattro perché il forum si svolgesse.
Da Seattle alle primavere arabe il mondo è cambiato ma le domande restano sempre le stesse: giustizia sociale,  democrazia, dignità.
Al Forum si parlerà soprattutto delle rivoluzioni nella regione Maghreb – Mashrek, delle esperienze dei nuovi movimenti di protesta e le nuove forme di organizzazione (a cui è dedicata la giornata di apertura ); si discuterà delle condizioni e della vita dei migranti, delle condizioni delle donne, dei giovani; della Palestina (a cui viene dedicata, in modo simbolico, una giornata).
I seminari registrati negli undici assi tematici del Forum hanno raggiunto il considerevole numero di 800 unità, a conferma della varietà di voci provenienti da ogni parte del pianeta e del bisogno di confrontarsi e di far conoscere le proprie esperienze e le proprie proposte. Da questi seminari si proseguirà per le “assemblee di convergenza”, che sono il tentativo di fare sintesi e di favorire la nascita di piattaforme o piani d’azione tematici.
La rete dei migranti molto probabilmente rappresenterà lo spazio più vivo e colorito del campus universitario, con una partecipazione che si prevede elevatissima per le aspettative che si sono create attorno a questo appuntamento, in una delle aree geografiche più conosciute al mondo dai migranti, di fronte a quel mar Mediterraneo che apre o chiude i sogni di una nuova vita. Proprio il Mediterraneo è il soggetto di una assemblea di convergenza, voluta dal coordinamento italiano del Forum Sociale, per discutere di cittadinanza, di comunità e di alternative sostenibili e civili per tutte le popolazioni che si affacciano su questo mare. Infine, il tema dei diritti sindacali, il ruolo dei sindacati indipendenti nei processi di cambiamento democratico, la necessità di promuovere politiche di occupazione e di impiego fondate sul rispetto dei diritti fondamentali, occuperanno la discussione tra i sindacati di tutto il mondo.
Saranno cinque giorni pieni per ascoltare le esperienze che arrivano da tutte le parti del globo. E soprattutto per chi ci sarà la possibilità di saperne un po’ di più di quello che avviene in quella parte del mondo.